Traversata della Val Grande

chiesa di lut premosello E' la traversata più frequentata della Val Grande. Non presenta difficoltà e consente di penetrare nel cuore settentrionale di questa area «wìl-derness», che è la più vasta zona selvaggia d'Italia. Si percorre un tratto della riserva naturale orientata del Mottac e si sfiora la riserva naturale integrale del Pedum.
Molto panoramico a Scaredi e alla Colma di Premosello, l'it. si sviluppa nella parte centrale tra le fitte boscaglie della foresta valgrandina. Viene percorso nei due sensi, ma è preferibile da Malesco perchè la quota di partenza in Valle Loana è superiore di circa 500 m a quella di Lut e di circa 1000 m a Colloro.
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Dislivello in salita: circa 1500 m. In discesa: circa 2000. Tempo: 10-12 ore con possibilità di bivacco ali'A. In la Piana, ali'A. Valgabbio o ali'A. Serena. (Necessario il sacco a pelo). Cartografia: IGM S. Maria Maggiore, Monte Zeda, Premosello.
Da Malesco (Valle Vigezzo, ferrovia Domodossola-Locarno), 768 m, prendere la carrozzabile della Valle Loana fino al termine: Fondighebi, 1256 m. Dal piazzale, seguire la gippabile a s. della valle, o scendere a d., attraversare il torrente, passare a s. del grosso alpeggio delle Cascine e percorrere tutto il piano. La salita inizia presso i ruderi di tre Fornaci. Passare le Scalate, o meglio «Scalinate» perchè lastricate a gradini. In circa un'ora e mezza da Fondighebi si raggiunge l'Alpe Corte-nuovo, 1792 m, e successivamente in 10 min., as., l'Alpe Scaredi, 1841 m. Scendere nella Valle Portaiola lungo il vecchio sentiero a mezza costa, in ripida progressione, lasciando a s. i resti dell'A. La Balma, 1544 m, sotto la quale si entra nella fascia boschiva. Interessante l'angolo del passaggio sul riale dei Buschitt che preannuncia le baite dell'alpeggio, 1420 m, (IGM Boschelli). Le baite rimangono ad., al limite superiore del pascolo, dominate da un faggete secolare, dove gli alberi hanno sempre espletato il loro ciclo biologico secondo il ritmo della natura. La piccola selva di Buschitt è infatti un bosco sacro, a protezione dell'alpeggio da frane e valanghe.
Proseguire nel bosco sulla d. della valle: all'inizio dell'estate la sponda sinistra presenta una superba fioritura di maggiociondoli. Passare un'ampia cengia terrazzata, scendere a lambire il fiume presso un'ottima sorgente intersecata dal sentiero, e risalire al poggio dell'Alpe Portatola, 1288 m, di fronte alla Valle di Campo e al versante N del Pedum tributario della Valle Aperta. Sempre nel fitto del bosco scendere con ampi tornanti all'Alpe In la Piana passando il torrente della Val Rossa su una passarella sospesa.
All'Alpe In la Piana il sentiero lascia a dx la nuova caserma-rifugio delle Guardie forestali e a sin., su un poggio, la vecchia ora adibita a rifugio-bivacco per gli escursionisti. Dall'apice S del pascolo contornare in lunga diagonale le propaggini del Mottàc, in leggera salita entrare in Val Gabbio e scendere poi tra faggi contorti al torrente che si passa su un'altra passerella, prima del pianoro che porta all'A. Val Gabbio di sotto. Risalire sull'opposto versante all'Alpe Val Gabbio di sopra, 985 m, sotto la quale il torrente forma una rocciosa chicane con relativa lanca. Per ripido sentiero raggiungere la Colletta, 1270 m, con sulla sin. i resti della teleferica di un tempo. (Analoghi reperti sono imboscati sul piano di Val Gabbio).
Dopo un traverso in leggera discesa guadare il torrente di Serena e salire all'omonimo alpeggio, 1320 m. La cornice ambientale è tra le più suggestive. Davanti: i contrafforti selvaggi e dirupati del Proman. Alle spalle: un ampio spaccato sulla valle. Tutto attorno: un vasto giardino naturale di rododendri. Davvero una serenità idilliaca e grandiosa a un tempo. Tenersi a d. delle baite, attraversare un torrentello e iniziare la ripida salita che conduce prima alla Carbonera, 1529 m, e poi alla Colma di Premosello, 1728 m, con le baite tutte in fila.
Scendere per il ripido pendio ossolano e, superati due riali, rimontare brevemente all'Alpe la Motta, 1139 m, per calare successivamente all'Alpe la Piana, 999 m, segnata da numerosi nuclei di baite dove si ritrova il calore di un saluto secco e augurale, tipicamente ossolano: Alègher. Infine a mezza costa si completa la traversata fino a Lut 750 m circa, dove (in basso, sulla sin. dell'alpeggio) arriva la piccola strada carrozzabile da Colloro di Premosello, 503 m.