Crevoladossola

crevoladossola Da Domodossola, proseguendo sulla strada statale 33 del Sempione, s’incontra dapprima Preglia, quindi Crevola, all’imboccatura della vecchia strada napoleonica del Sempione.
Da vedere il ponte sopra la Diveria, dal quale si scorgono ancora i resti di quello più antico, sul quale il 27 aprile 1478 i vallesani, guidati dal vescovo di Sion, Jodoco de Sillinger, ingaggiarono un combattimento contro i soldati del Ducato di Milano, al quale apparteneva l’Ossola, guidati da Renato Trivulzio e Giovanni Borromeo. A ricordo di quella battaglia, vinta dal Ducato di Milano, sulla riva destra del fiume venne innalzata la chiesetta di San Vitale e sul frontale venne dipinto un affresco che ricordava la battaglia.
stemma leone

cava

ponte strada napoleonica

D’interesse anche la chiesa parrocchiale, conserva affreschi anteriori al Cinquecento e l’ambiente è ricco di ricordi della nobile famiglia Silva: si possono identificare il leone e le chiavi, loro simboli nobiliari.

La Cava della Veneranda Fabbrica Papiense
Già nel 1603 Paolo Morigia descrisse l'estrazione del marmo bianco di Crevoladossola, impiegato per la costruzione del nuovo Duomo di Pavia.
Lo stesso venerabile Carlo Bascapè, vescovo di Novara agli inizi del Seicento, riferendosi alla vallata che risale verso il passo del Sempione, scrisse nella sua opera sulla diocesi, la "Novaria Sacra" che "la Diveria per quattro miglia è angusta e fiancheggiata da altissime rupi fino a Varzo… poco lungi dalla imboccatura si trova un marmo della stessa natura di quello della già descritta cava inferiore di Candolia e del pari assegnato per la fabbrica del Duomo di Milano". Quando Pavia divenne capitale del regno d'Italia si rese necessario consacrarla anche dal punto di vista architettonico: palazzi e chiese vennero edificate con marmi e sarizzi ossolani, gli stessi architetti si contendevano le commesse del prezioso materiale d'edificazione, il marmo "palissandro" (o “Dolomia” di Crevola), come avvenne alla fine del Quattrocento per il nuovo Duomo di Pavia. Cristoforo Rocchi ed Antonio Amedeo, architetti dell'edificio religioso, pensarono subito al marmo di Crevola ed acquistarono nel 1518 i tre colli che racchiudevano il principale banco marmoreo.
Da Pavia sopraggiunsero cavatori e picchiapietre, inoltre un commissario nominato dalla Fabbrica Papiense vigilava sull'attività. Solo alla fine del XVIII secolo, in un periodo di stasi dei lavori al Duomo, la Fabbrica vendette la cava a privati di Crevola. La cava fornì in seguito il marmo per la costruzione dell' "Arco della Pace" a Milano su richiesta dell'architetto Luigi Cagnola, in particolare per le colonne ed i quattro blocchi raffiguranti i "Quattro Fiumi". Inoltre per le sue caratteristiche venne impiegato per restaurare importanti monumenti quali il Duomo di Monza, la Certosa di Pavia, la Basilica Ambrosiana e la Stazione Centrale di Milano. Da ricordare anche il palazzo "Zentrum" a Zurigo.



A Crevola, appena superato il ponte, merita una sosta la cappella situata sulla vecchia strada napoleonica.
CADDO (Frazione di Crevoladossola)
Sacra rappresentazione della Via Crucis per le vie e nella chiesa del borgo, il Venerdì Santo.