Domodossola

Piazza Mercato Da vedere

Piazza del Mercato
Nel centro della città si apre questa suggestiva piazza, caratterizzata dai portici quattrocenteschi e da edifici a due o tre piani d’impianto medievale. Qui si svolge ancora il mercato, il sabato, seguendo l’antica tradizione.

Palazzo Silva
Venne fatto costruire dal capitano Paolo Silva, nobile al servizio di Francesco I di Francia e completato da Guglielmo nel 1640.
Domodossola
Veduta aerea del centro storico

Piazza Mercato di notte
Palazzo Galletti su piazza Mercato

borgo della cultura
Il borgo della cultura


Notturna di Domodossola
Vista notturna sulla città

Colleggiata dei SS. Gervasio e Protasio
Colleggiata dei SS. Gervasio e Protasio

Colleggiata
Zona storica

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Feste estive in piazza della stazione

Riserva del Sacro Monte Calvario
Complesso del Sacro Monte Calvario

Castello
Parco del Calvario

Sacro Monte Calvario
Sacro Monte Calvario

Edificato a partire dal 1518, raro edificio rinascimentale, ospita al suo interno splendidi camini scolpiti, soffitti a cassettoni, ed una straordinaria scala a chiocciola in pietra del ‘300.
Il palazzo ospita pregevoli raccolte: raccolta d’armi bianche e da fuoco (XVI-XX sec.), arredi di pregio, ceramiche, vetri, porcellane, oltre una ricca pinacoteca (dal XV al XX secolo), stampe, disegni, sculture lapidee, lignee e policrome (XIV-XVIII sec.) ed una collezione archeologica locale. Il Palazzo è monumento nazionale.

Palazzo S. Francesco
Il Palazzo, sede della ex Fondazione Galletti, fu costruito agli inizi dell’’800 sulle rovine della duecentesca chiesa omonima.
Il Museo e la biblioteca ora si trovano presso la sede dell’Assessorato alla Cultura comunale: sono visibili le collezioni di mineralogia ossolana, zoologia ed ornitologia ossolana e sudamericana, botanica ossolana, paleontologia ed osteologia mondiali, la collezione scientifica Dell’Angelo, la sala del Sempione, che raccoglie materiali e documenti riguardanti la costruzione della strada napoleonica, del traforo e la prima trasvolata delle Alpi, compiuta da Jorge Chavez, e la raccolta di monete e medaglie.
- Per Informazioni: Biblioteca, via Paolo della Silva 24, 0324-242232, con accesso ad Internet.
- Assessorato alla Cultura, via Rosmini 16, 0324-249001.

Colleggiata dei SS. Gervasio e Protasio

Edificata tra il 1792 ed il 1797 dall’architetto regio Matteo Zucchi. Il protiro appartiene alla chiesa precedente: ne fu artefice nel 1648 il maestro Bernardino Lazzaro; le pitture della volta a botte ed ai lati del protiro stesso sono opera di Carlo Mellerio, artista vigezzino del ‘600. Il portale romanico in serpentino proviene dalla prima colleggiata di Domodossola, che sorgeva presso il castello. Manca di architrave che tuttavia si pensa di identificare con quello collocato, sempre all’interno della collegiata, sotto l’affresco rappresentante le anime del Purgatorio. L’interno è ricco di affreschi dipinti da Lorenzo Peretti, vigezzino (1774-1851).
Il grande Crocifisso sull’altar maggiore è opera di Giorgio de Bernardis da Buttogno, come attribuite a lui ed alla sua scuola, sono le statue dei Santi Patroni custodite nella cappella a destra dell’altar maggiore. Nel coro l’affresco raffigurante “i Santi Patroni e la Madonna Assunta” è opera di Giuseppe Borgnis, vigezzino (1738-1804). La tela “San Carlo che comunica gli apprendistati”, nella cappella di S. Carlo, navata destra, è opera di Antonio d’Errico (c. 1575-1635), pittore valsesiano. Il campanile è una costruzione assai solida.
La collegiata di Domodossola ha un capitolo antichissimo antecedente all’anno Mille; nel 1574 vi occupò un canonicato Giovanni Antonio Facchinetti, il futuro papa Innocenzo IX.

Oratorio della Beata Vergine della Neve
Si trova fuori dal centro storico. É un edificio che nelle forme attuali risale alla prima metà del Seicento, venne commissionato al maestro Bernardino Lazzaro di Val d’Intelvi.
Sopra l’altare, su di un muro fatto di ciotoli di fiume, recenti restauri hanno messo in luce la data dell’affresco che rappresenta la “Madonna con il bambino”: 1372. L’ancona di legno dorato e dipinto, che racchiude l’affresco, è opera di Francesco Tatti (1516).
All’interno sono custodite tele di Luigi Reali (1639), pittore fiorentino, l’affresco raffigurante “Il miracolo della caduta della neve” è ope-ra di Carlo Mellerio. Il campanile fu innalzato nel XVI secolo.

Nei dintorni:
Vagna, seguendo la strada che porta al Lusentino, è d’interesse l’antico borgo, comune antico con propri statuti. Da vedere la chiesa dedicata a S. Brizio della cui origine romanica si è conservato solo il campanile. All’interno tesori di arte e di fede: grande tela raffigurante la “Visitazione di Maria ad Elisabetta”, opera di Antonio d’Errico detto il Tanzio. Belli gli altari in legno dipinto e dorato, di Giulio Gaulio (S. Marta) e di Giorgio de Bernardis da Buttogno (SS. Nome di Gesù). Cisore, si raggiunge percorrendo la carrozzabile che da Mocogna giunge a Monteossolano, sulla sponda sinistra del Bogna si può ammirare la chiesa di S. Andrea. Questa, già citata in documenti del XII secolo, sarebbe il risultato di successivi interventi e sarebbe sorta sulle rovine del castello di Barione ricordato nel 1084.

A Domodossola consigliamo una visita ai palazzi San Francesco, sede del museo e della biblioteca, e Silva, abbellito da elementi decorativi in marmo di Crevola, caratterizzato da splendidi camini al pianterreno ed al primo piano. Secondo un archeologo ottocentesco, i primi costruttori ad utilizzare il marmo "palissandro" furono i romani: infatti scavi archeologici presso il palazzo vescovile di Domodossola hanno portato alla luce resti di colonne in marmo di questa qualità.

Museo Galletti
Domodossola, presso Assessorato alla Cultura Comunale,
via Rosmini 16, 0324-249001.
Ospita collezioni di mineralogia ossolana e sudamericana ecc. visite su prenotazione.

 

Il Sacro Monte Calvario di Domodossola ed il Castello

Sul colle che domina la città di Domodossola si erge il Sacro Monte Calvario, qui venne edificato il Santuario del Crocifisso sugli antichi ruderi del castello di Mattarella. Nel 1656 venne posta la croce sopra il colle. La prima pietra venne posata l'8 luglio 1657.
Promotori dell'opera furono i padri Giacchino da Cassano e Andrea da Rho. L'architetto che progettò i lavori sembra sia stato mastro Tommaso Lazzaro di Val d’Intelvi: il disegno prevedeva una "Via Regia" o Via Processionale che, partendo dai piedi del colle, doveva raggiungere il Santuario. Lungo il percorso infatti vennero poste in origine delle croci sui luoghi scelti per poi sistemate le cappelle nelle quali sono rappresentati plasticamente i misteri o stazioni della Via Crucis. Le cappelle contengono pregiati lavori di statuaria religiosa, alcuni dei quali, molto recenti, in legno. Un arco di trionfo segna l'inizio della Via Crucis. A partire dall' 800 il luogo venne trasformato, con l'arrivo del sacerdote e filosofo Antonio Rosmini, in un Istituto religioso.
In questi ultimi anni è stata aperta la "Casa per gli Esercizi Spirituali" , per quanti sentono il bisogno di una pausa di raccoglimento e di preghiera.
Oltre al Santuario è interessante visitare le rovine del castello conosciuto con il nome di Mattarella. Nel 1014 l'imperatore Enrico di Sassonia donava il castello, col Comitato ossolano, alla Chiesa di Novara, ed il vescovo vi stabilì la sua residenza. Più tardi, nel 1331, passò sotto il dominio dei Visconti, conservando la sua funzione d’importante baluardo in difesa dei passi alpini, finchè non venne distrutto nel 1415 dagli Svizzeri, nel tentativo di conquistare l'Ossola. Entro l’interessante complesso fortificato è stato rinvenuto un frammento di lapide paleocristiana in marmo, chiara testimonianza della presenza del Cristianesimo in alta Ossola, probabilmente la più antica (la lapide ed altri reperti di grande interesse sono visibili all’interno della casa rosminiana). Inoltre su alcune rocce a sud del castello si trovano coppelle ed affilatoi. Interessanti sono anche i ruderi del Convento dei Cappuccini, già trasformato in caserma, con un interessante chiostro.
Da segnalare infine la ricostruzione della “Casa di Loreto”, la cui edificazione risale al 1674 nei pressi dell’ Oratorio della Madonna delle Grazie.

Ogni anno in occasione del Venerdì Santo al termine della solenne Via Crucis, si tiene un Concerto per la Passione organizzato dalla Scuola Gregoriana del Sacro Monte Calvario.

Come arrivare: All’uscita di Domodossola seguire le indicazioni che segnalano il percorso automobilistico per raggiungere il Sacro Monte. Altre indicazioni condurranno su un’antica strada lungo la Via Crucis che sale circondata da castagni, faggi e querce. Raggiunta la meta recarsi presso gli uffici informazioni della Riserva per farvi accompagnare guidati all’interno del complesso oppure rivolgersi direttamente presso i Padri Rosminiani.