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Lontano dal caldo afoso e dai rumori della quotidianità del fondovalle, arrampicare nel silenzio cullato dal rintocco sordo e ovattato dei campanacci delle mucche portato fin qua dalle correnti ascensionali mentre il sole alto naviga il cielo sopra la valle e mi scalda la schiena. Le pareti sulle quali sono nate le ultime zone di arrampicata a Codelago, Agaro e in valle Vannino, sono rivolte a sud ad una quota vicina ai 2000 m. e il sole è sempre una piacevole compagnia. |
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CODELAGO: PALESTRA DI ARRAMPICATA “BUSIN STANGE”
Posta alla base del canale dello Stange da cui prende il nome (Busin in dialetto locale significa canale) offre un’arrampicata divertente e spettacolare dal verticale agli strapiombi su una struttura rocciosa alta dai 15 ai 40 m. sulla quale lungo i secoli l’inesorabile cadere di gocce d’acqua di fusione vi ha scavato una miriade di liste e vaschette per la gioia delle nostre mani e dei nostri piedi rendendo il gesto arrampicatorio unico. Molto apprezzata dai frequentatori anche per la bellezza del posto in cui si trova con bella vista a nord sul lago di Codelago, il grande est e la cima d’Arbola e a sud sulla piana dell’abitato di Crampiolo con il laghetto delle Streghe e a far da cornice la corona del Cistella. Falesia nata da un progetto di collaborazione con il Parco Naturale Veglia Devero, in linea con ciò che è stato fatto in altre zone d’Italia e del mondo all’interno di aree di grande valore ambientale, è un esempio da seguire a dimostrazione che sport e natura possono convivere e che con una sana collaborazione anche all’interno di un’area protetta può nascere un impianto sportivo che promuove l’avvicinamento alla montagna e valorizza il territorio nel pieno rispetto dell’ambiente in cui è collocato. Ancora in fase di ultimazione offre gia più di 30 tiri con difficoltà dal 4a al 7a. Il progetto prevede ancora la realizzazione di un’area dedicata ai bambini, la sistemazione del sentiero d’accesso e la base della falesia. AGARO Antico insediamento Walser, sacrificato per far posto alla diga e sommerso dalle acque (evento che ricorre ogni primavera ricoprendo i resti ancora presenti delle vecchie costruzioni) si presenta a chi ci va d’estate come una splendida conca con le acque scure del lago che fanno da specchio ai boschi di larice da un lato e alle pareti poste oltre i ripidi pascoli sopra il sentiero che, costeggiando il lago, porta alle baite ancora caricate ad alpeggio (possibilità di piazzare la tenda). In questo luogo intriso di storia è difficile scalare senza che il pensiero corra a cercare di immaginare quella che fu la vita qui un tempo. Una vita scandita dai ritmi della natura, dal susseguirsi delle stagioni... quante cose avrebbero da insegnarci, coloro che hanno dovuto sacrificare ciò che avevano di più caro per far posto al crescente fabbisogno energetico (ora uno dei maggior imputati dei mutamenti climatici) e allora ecco che si possono scalare vie intitolate “Molte vite molti maestri” o “Luci e ombra”, rubato al libro di poesie il lingua Walser della poetessa formazzina Anna Maria Bacher, e ancora - in una parete poco più in basso che sbuca all’alpeggio anch’esso abbandonato - “Z’Galwu” Pioda Calva in lingua Walser, e “100’anni di solitudine”. Le vie di scalata, con uno sviluppo verticale che va dai 150 ai 350 m., salgono la scura parete di caratteristico calcescisto che in questa zona fa da mantello agli gneiss granitici chiari di Antigorio. La particolare abbondanza di piccole prese di cui è ricca questa roccia ha ispirato la realizzazione, grazie al contributo della Comunità Montana Antigorio Divedro Formazza, di numerose vie che si distinguono per un’arrampicata tecnica ed elegante e mai fisica che, unite ad un’attenta chiodatura e gradi di difficoltà contenuta, hanno attirato l’attenzione e ottenuto il gradimento di numerosi arrampicatori che in questo sport non ricercano la semplice prestazione sportiva. VALLE VANNINO - “IL BUDDINO” Il colore rosso bruno della roccia e la sua forma vista dal sentiero che porta al rifugio E. Margaroli, di proprietà del CAI di Domodossola, ricordano un’enorme budino capovolto sui pascoli ma nello stesso tempo la figura di un Budda che vigila sulla Valle. Siamo in valle Vannino e si incontra con lo sguardo tale settore, arrivati in vista della omonima diga dell’ENEL guardando in alto in direzione del Passo del Gallo; un’oasi di pace, un balcone sulla valle con una piccola sorgente che sgorga di fianco alla parete. Al posto piacevole si unisce la bellezza dell’arrampicata che si sviluppa su questo atipico affioramento di granito rosso molto lavorato che offre una trentina di tiri variando dalle placche appoggiate a muri leggermente strapiombanti Più in basso sfruttando una placca appoggiata, e molto lavorata alta 30 m., è nato un settore pensato per i principianti con otto itinerari che vanno dal 5a al 6b. Per informazioni dettagliate sulle vie di arrampicata: nuova guida “Ossola e Valsesia Arrampicate sportive e moderne” edita da VERSANTE SUD. www.versantesud.it - www.ossolaclimbing.it Guida alpina Stoppini Paolo, Tel. +39.340.7669474 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. |
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