Canyoning

Canyoning

Val Bognanco

Una frizzante attività tra le valli alpine, immersi nella natura tra scenari di grande suggestione.

Tra acqua e rocce Mi è sempre piaciuto guardare i disegni della roccia portata dai torrenti alpini. I ciottoli, arrotondati e levigati. Anche le sponde rocciose, modellate in vasche e ripiani. Per lo più mi capitava di osservarle camminando sui sentieri verso qualche cima delle valli ossolane. Oppure ne apprezzavo le forme tondeggianti quando mi ci sdraiavo sopra dopo aver fatto il bagno nelle acque fresche e limpidissime della Val Grande.

Il salto di… qualità! Poi è arrivata l’estate torrida del 2003. Disturbati dai goccioloni di sudore sempre più copiosi abbiamo cercato scampo in acqua. Scoprendo così il frizzante divertimento del canyoning! Scendere i torrenti alpini con una muta (l’acqua non è sempre calda...), la corda ed una maschera da sub per giocare sotto le cascatelle ha fatto schizzare la nostra voglia di tuffi a livelli inimmaginabili. La metamorfosi da salterini a tuffatori era compiuta! Adesso continuo ad ammirare le pieghe levigate delle sponde rocciose ma sono diventato bravo a scoprirci i trampolini più adatti per le profonde pozze che punteggiano come perle queste meravigliose collane che sono i fiumi di montagna.

L’impero dei segni Molto spesso lo scroscio delle cascate riduce a pochi metri la possibilità di udire la voce dei propri compagni. Per questo motivo chi pratica canyoning deve imparare un piccolo vocabolario gestuale, da usare al bisogno. Il briefing prima di incominciare la discesa è il momento dove ci si scambiano queste informazioni. E’ uno scambio, visto che c’è sempre chi sa aggiungere al simbolo tecnico anche la sua espressione di uno stato d’animo! Un pò pesci un pò lucertole Una cascata, cadendo nella pozza sottostante, genera quello che tecnicamente si chiama il rullo: ovvero il movimento circolare dell’acqua attirata dalla colonna in caduta e poi allontanata negli strati più profondi. Piccoli rulli innocui e farciti di bollicine si trovano molto spesso sotto ai salti di piccole dimensioni. Si tratta di un effetto “jacuzzi” al quale si rinuncia sempre a malincuore e quando le energie che l’acqua ci spreme stanno per finire... A questo punto il pesce si trasforma in lucertolone, sui massi del greto scaldati dal sole è arrivato il momento di concedersi una sosta, prendendo dal bidone stagno che ci siamo portati le barrette delle quali siamo più golosi ed un sorso di bevanda isotonica.

Corda, discensore e… stile libero I parametri che concorrono a definire la difficoltà e a precisare le caratteristiche di un itinerario sono due: il “capitolo” verticalità e quello legato all’acquaticità richiesta. Nel primo caso la lunghezza delle calate in corda e la loro eventuale esposizione al corso d’acqua, il grip della roccia bagnata, molto diverso a seconda delle varie tipologie. Il secondo parametro viene definito valutando la portata e la forza della corrente, la presenza di turbolenze nelle vasche e per ultimo la distanza “obbligatoria” da compiere nuotando.

INFO: La Compagnia delle Guide - via Maglioggio 12C - 28862 Crodo (VB) Italy - Cell. +39 340 5551203 - Cell. +39 335 287263 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

di Giuseppe Burlone