| Funghi |

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| MEMO |
settembre a Trontano
sagra del fungo |
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Andar per
funghi
La Regione Piemonte nell’anno 2007 ha approvato una nuova legge
che regolamenta la raccolta dei funghi epigei spontanei, consentendola
previa autorizzazione (tesserino) avente validità su tutto
il territorio regionale. La legge è entrata in vigore dal giugno
2008 e prevede la possibilità di pagare la concessione di raccolta
per tre annualità, consentendo un risparmio all’utenza
sulle marche da bollo, che sono obbligatorie, infatti sul triennale
ne va una per tre anni, anziché una all’anno. Inoltre
per i residenti di comunità montana è possibile pagare
la metà del canone di concessione (€.15,00* invece di
30;00*), ma in questo caso il permesso di raccolta è valido
solo nei comuni di pertinenza della comunità stessa.
Nel territorio della Valle Antigorio Divedro Formazza la pratica della
raccolta dei funghi, così come, e di più, nella vicina
Vigezzo, è molto praticata. Questo consente di vendere numerosi
tesserini il cui introito serve a finanziare opere di tutela e ripristino
ambientale e paesaggistico.
I raccoglitori di funghi sono generalmente del luogo, ma spesso anche
provenienti dalle provincie vicine. Si distinguono in due principali
categorie: i raccoglitori occasionali e gli appassionati. I primi
vanno a funghi due tre volte per stagione, mentre i secondi fanno
della raccolta dei miceli nei mesi autunnali un attività sistematica
e febbrile.
In effetti trovare un fungo è un’emozione molto forte,
ma va sempre considerato che questa emozione è un dono che
la natura fa agli uomini e come tutte le risorse naturali, anche quelle
fungine non saranno eterne. Dunque ci vuole perizia nella raccolta
e rispetto dei quantitativi indicati dalle norme, perché l’attività
di raccolta dei funghi deve essere occasione di svago e movimento
( si pensi ad esempio che nei nostri boschi i pendii rappresentano
il 90% del territorio), ma è un’attività che lascia
un segno ed è dovere di chi ama la natura fare si che questo
non diventi un solco incolmabile.Meno male che continuano a crescere,
e anche abbondanti! Meno male che, per nascere, non tengo
di Alice Matli |
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Il gusto dell'Ossola
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