Il giro del Gries in MTB

Cascata del Toce

Un giro ad anello sul sentiero Walser tra Italia e Svizzera, tra laghi, ghiacciai e antichi valichi alpini.

L’Ossola, terra di confine e crocevia alpino, un territorio ben delineato da valichi e alte cime. Numerose valli che offrono infiniti percorsi di MTB, tanto che rimane sempre e solo l’imbarazzo della scelta, quindi, non a caso, ma per la particolare bellezza dei luoghi, partiamo dall’estrema punta nord, in alta Valle Formazza. Qui nel cuore delle Alpi Lepontine in un ambiente tipico di alta montagna, fatto di boschi di conifere e laghetti alpini, prati e pascoli, ghiacciai e morene si snoda uno dei percorsi più affascinanti di tutta la zona. Il cosiddetto “giro del Gries” un percorso ad anello in quota, attraverso due passi alpini in territorio italo - elvetico.

Riale

Riale

Rifugio Marialuisa

Bacino del Toggia

Passo del Gries

Alpe Bettelmatt

Alpe Bettelmatt

Lago di Morasco

Zuppa Walser

Bettelmatt il formaggio

Curve e bacini
La Valle Formazza è uno scrigno di tesori, tutti da scoprire, salendo e scendendo, curva dopo curva, in una serie di percorsi mai uguali e mai monotoni. Per questo ci vengo spesso, da sempre, attraversandola in lungo e in largo, più  e più volte, scoprendo ad ogni uscita nuove visioni che mutano ad ogni cambio di stagione in un susseguirsi di colori e forme. Anche in inverno questi posti offrono qualcosa di spettacolare. Quando la candida coltre nevosa ricopre tutto, la Formazza diventa meta di molti sci alpinisti, ciaspolatori e snowboarder. E’ allora che con le ciaspole ai piedi e la mia tavola ripercorro le vie che in estate ho pedalato in mountainbike, riscoprendo e apprezzando sempre più questa meravigliosa e particolare valle.
Non si può non amare queste praterie, l’assenza di alberi svela le curve del territorio, le sinuosità della terra, e tutto sembra così ordinato. Alla visione di questo insieme mi pervade sempre un tale senso di pace che basterebbe a giustificare la mia presenza, qui tra queste montagne. L’unico elemento disarmonico di questo quadro neoimpressionista è rappresentato dagli elettrodotti che attraversano queste zone adibite, dall’industrializzazione selvaggia degli anni 60, alla costruzione di bacini artificiali per la produzione di energia idroelettrica. Noi “Ossolani” siamo abituati a queste immense costruzioni che imbrigliano le forze della natura e forse le diamo per scontate, come se si fossero formate naturalmente dall’orogenesi alpina. Come se la grandiosità dell’uomo e della natura dovessero obbligatoriamente convivere all’uninsono. Sta di fatto che durante tutta l’escursione ne incontreremo tre delle più grandi. Il Toggia, il Gries in territorio elvetico e Morasco, a conclusione della nostra gita. A proposito di dighe, salendo da Domodossola, sono osservabili diverse centrali idroelettriche dalla particolare architettura, ben riconoscibili. Queste sono vere e proprie opere architettoniche industriali dei primi del 900, realizzate dall’Architetto Portaluppi. Non solo quindi, mere costrizioni industriali, ma edifici caratteristici in stile, meritevoli di uno sguardo approfondito e curioso.

Lato SvizzeroSalite e discese e..
Ho percorso l’intero tragitto, con la mia mountainbike ed essendo privo di un’adeguato allenamento è stata dura. Comunque è andata! Il dislivello, l’altitudine e il clima rendono il giro adatto a chi ha gambe e fiato. Ma niente paura, anche chi non possiede i requisiti può tentarlo, tanto più che arrivati al primo passo, il San Giacomo, si può tornare indietro e godersi la discesa sulla gippabile, con alcuni tagli sul sentiero della via Alpina. Anzi, se state facendo il giro solo per il puro piacere di andare in bici godendovi il paesaggio, vi consiglio una sosta al rifugio Maria Luisa, che troveremo dopo la prima rampa di tornanti che da Riale salgono in val Toggia. Una sana e goduriosa sosta, che consiglio vivamente a tutti i freerider come me, in primis per le fatiche patite nella salita poi per l’ottima cucina a base di polenta e spezzatino che  i gestori preparano quotidianamente. Una prelibatezza!

Italia - Svizzera - Italia
Abbiamo lasciato il rifugio per la nostra sosta e forse se tentati dal cibo, anche con la pancia piena, bene! Non resta che proseguire, costeggiando il coloratissimo lago del Toggia, per il passo San Giacomo.  Appena attraversato il confine, dopo un breve tratto di saliscendi ci troviamo sul versante svizzero. All’improvviso si aprirà sotto di noi un’incantevole e ampia valle con un lungo sentiero che costeggia il declivio per un paio di chilometri. Siamo in Val Bedretto, il panorama è stupendo, e la svizzera è sempre la svizzera ma occhio a non fare mosse sbagliate, qui il sentiero è pulito e pedalabile ma occorre fare molta attenzione, perché si è esposti a un ripido pendio. Passata la lunga diagonale ci troviamo ai piedi di un’altra valle che dovremo risalire per arrivare al Gries. Questo è il tratto più impegnativo, 4 Km circa di sentiero alpino poco pedalabile, personalmente ho spinto a mano la bici per il 90% dell’intera salita, ma ho visto alcuni ironmen sgambettare in sella alla loro bici, sicuro che avranno fatto almeno il 90% della salita pedalando.

Il Grande Sentiero Walser
Il tour proposto passa attraverso due importanti valichi alpini, il passo San Giacomo e il passo del Gries. Entrambi furono usati per millenni dalle popolazioni italo-elvetiche per il transito migratorio, mercantile e militare, qui il male e il bene si sono dati il cambio nei secoli. Da qui infatti migrarono i Vallesani, “Walser” che colonizzarono l’alta Ossola portando nuove conoscenze rurali, ma il comodo accesso portò in Ossola anche le armate svizzere scese alla conquista del territorio alpino. Poi ancora, fiorenti commerci e guerre, insomma una sorta di antica autostrada transfrontaliera.
Ripercorriamo oggi questa via con le nostre moderne bici, attenti e consci della storia che ci scorre sotto le ruote, perché siamo sul “Grande Sentiero Walser” un’importante via di comunicazione Alpina.
Il sentiero è un viaggio nel cuore dell’Europa, 800 Km dall’Italia all’Austria, passando per Svizzera e Liechtenstein, noi ne percorreremo una piccola parte, un godibile tratto in discesa, il più interessante e divertente dell’intero giro per chi come me è più votato alla discesa. Questo sentiero scavato nei secoli dal passaggio di migliaia di viandanti è oggi per noi una scorrevole pista da freeride dai 650 m di dislivello. Sembra quasi tracciato appositamente e si vorrebbe non finisse mai, anche solo per l’orgoglio pionieristico che sentiamo in noi nel percorrere in bici questi sentieri.
E’ senza dubbio il tratto che preferisco, pura discesa, fate solo attenzione al primo tratto, molto esposto, poi via a briglie sciolte. Il sentiero, scavato nel terreno, ha ampie curve e buona continuità, in alcuni punti è un po pericoloso a causa delle rocce laterali ma abbastanza facile e molto appagante, ve lo garantisco. La prima parte della discesa termina alla piana dell’Alpe Bettelmatt. Per gli spiriti liberi del freeride questa discesa rimarrà un ricordo indelebile, perché conquistata a fatica, sudata, quindi liberatoria e selvaggia.

Ghiacciaio del GriesLe meraviglie della natura
Di cose da vedere qui ce n’è parecchie, a cominciare dalla Cascata del Toce, che si può ammirare in tutto il suo splendore appena giunti a destinazione. Definita a ragione il più bel salto d’Europa: uno spettacolo mozzafiato, specie nei giorni di apertura, l’acqua rilasciata dalla diga di Morasco crea una spumeggiante barriera di 143 metri d’altezza.
Il ghiacciaio del Gries, che non molti anni or sono terminava nell’omonima diga sottostante. Ora a causa del surriscaldamento globale, sta subendo la stessa sorte degli altri ghiacciai delle Alpi, si sta ritirando, ma è ancora una stupenda vista e ne vale sempre la pena.
Altra meraviglia della natura è l’alpe Bettelmatt, qui cresce la particolare erba che ha reso famoso l’omonimo formaggio. Siamo immersi nel mondo rurale dell’alta montagna, vacche e pastori che lavorano per darci uno dei formaggi d’alpe più rinomati d’Italia. Una prelibatezza che, una volta giunti a valle, possiamo acquistare e gustare in un qualsiasi alimentari, rifugio o ristorante che sia.

Descrizione breve del giro
Si parte dalla località Riale, o più sotto, dalla sommità della stupenda Cascata del Toce, se si vuole fare un po di riscaldamento prima della salita che porta al Toggia. Entrambi sono un buon punto di partenza, ristorazione e parcheggi assicurati anche per i camper. Pochi minuti e siamo a Riale (alt. 1740 m), qui si prende l’ampia gippabile “10 Km. ca.” che sale a tornanti fino al rifugio Maria Luisa (alt. 2150 m). Dal rifugio si percorrono ancora in salita poche centinaia metri che ci portano al bacino del Toggia.
Qui la vista cambia radicalmente, ci troviamo davanti a un bel lago dal blu intenso, costeggiato da una confortevole gippabile in leggera salita che ci porterà in breve tempo al passo San Giacomo (alt. 2313 m). 
Appena dopo il passo si pedala un sentiero che sale a sinistra, le indicazioni sono chiare “Gries o passo del Corno” pochi metri e si scende in singletrack sempre tenendo la sinistra. Giungiamo in un’ampia vallata sul versante svizzero, qui il sentiero costeggia per un paio di chilometri fino ad arrivare in Val Corno. Riprendiamo la salita di questa che è la parte più dura, passiamo il Rifugio Corno Gries (Alt. 2338 m) e continuiamo fino alla sommità della vallata, giungiamo così sul punto più alto dell’intero percorso, il passo del Gries (Alt. 2479 m). La segnaletica è ben posizionata ed è praticamente impossibile sbagliare direzione.
Seguiamo ora le indicazioni per il lago di Morasco, “ci aspetta una fantastica discesa”.
Arriverete presto alla piana del Bettelmatt, da qui conviene utilizzare la gippabile per scendere in scioltezza e massima velocità.
Bene siamo arrivati!
Ancora qualche colpo di pedale per defaticare, costeggiando la diga di Morasco, fino ad arrivare a Riale o alla Cascata del Toce dove avevamo lasciato l’auto.

Come arrivarci: Attraverso la superstrada del Sempione,  passata Domodossola, si prende lo svincolo per la Valle Antigorio - Formazza. Si prosegue verso Formazza - Cascata del Toce.  Si posteggia alla cascata o alla piana di Riale.

Periodo: Allo scioglimento completo delle nevi. Giugno - Settembre

Rif. Maria Luisa - Loc. Valtoggia - Proprietà: C.A.I. Busto Arsizio
Quota: 2157 m - Posti 72
Servizi forniti: Bevande, Pasti, Pensione Tel. +39 0324 63086

Capanna Corno Gries - Loc: Valle Bedretto
Telefono: +41 (0)91 8691129

Cartografia: Le Carte Nazionali della Svizzera 1:50.000 sono le più indicate, disegnate con il principio della lumeggiatura sono di facile consultazione. (f. 275 Valle Antigorio a f. 265 Nufenenpass).

englishThe Gries tour
The Gries tour is a Mountain Bike route through two alpine passes in Italian and Swiss territory. It is in the very heart of the alps touching three alpine lakes in a typical environment at high altitude and crossing the most beautiful places in Ossola.
Starting from the marvellous Toce Falls, a drop of 143 metres, the ride follows the Toggia upstream, stopping at the cosy Maria Luisa mountain hut, then back on the jeep track going up alongside the colourful Toggia lake to San Giacomo Pass (St. James’ Pass). Here, following the signs, we continue towards the Gries Pass, looking down, the landscape is wonderful. Now in Switzerland the Bedretto Valley opens up below us.
We keep on along the traverse on the valley and we start climbing the tiring slope. This is the hardest part but after reaching the top we are at once rewarded by the sight of the splendid glacier which finishes in the lake of the same name. We stop and take all the time we need to get back our strength because the down hill slope which is awaiting us is to be faced with nimbleness and clear thinking. It is an enjoyable 650-metre single track entirely along the Great Walser Path, a downward ride along, which for centuries has been  one of the most important alpine roads.
We cross the Bettelmatt Alp, a plain  where the cheese of the same name is produced. This cheese can be found in any grocery shop and restaurant in the valley. Then another downhill ride to the large Morasco dam and finally a short pedal ride to shake off any tiredness to Riale or the Toce Falls where we left our cars.