Le miniere di Val Toppa

val toppa
La struttura esterna risistemata
I giacimenti auriferi della Val Toppa sono generalmente filoni strato di origine idrotermale inseriti in rocce scistose denominate “Scisti di Fobello e Rimella”.
É appunto in tali formazioni rocciose, poste a monte della linea Insubrica che sono presenti anche altre manifestazioni aurifere come le miniere di San Carlo, Giavinello e Genestredo in comune di Vogogna, miniera dei cristalli e Cortitti in Val Segnara, miniere di Campello Monti in Val Strona e miniere di Fobello in Val Mastellone.
Tutti i corpi filoniani sono a ganga quarzosa ed il materiale metallifero è prevalentemente la pirite; non mancano però zone in cui sono abbondanti altri solfuri quali l’arsenopirite, la blenda, la calcopirite e la galena.
miniera d'oro
Interno delle miniere

pieve e fomarco
Strada di accesso attraverso l'abitato di Fomarco

L’oro è di solito disseminato nei solfuri in particelle microscopiche e sono eccezionalmente visibili ad occhio nudo. I giacimenti di Pieve Vergonte possono essere suddivisi in tre importanti e distinte zone minerarie:
•    Val Toppa propriamente detta sulla destra orografica del torrente Marmazza;
•    Cropino sulla sinistra orografica del torrente Marmazza;
•    Beolini sulla destra orografica del torrente  Vallaccia.


É bene ricordare che uno dei motivi di interesse mineralogico di tutte le zone citate è la presenza di oro nativo nel quarzo, generalmente associato alla blenda e alla galena; notoria è anche la presenza di interessanti minerali da collezione come l’anatasio, la piromorfite, la wolframite, la stolzite, la scheelite ecc.
Notizie certe sullo sfruttamento delle miniere si hanno a partire dagli inizi del 1800, quando minatori locali scavarono gallerie in più punti della valle, seguendo come riferimento gli affioramenti di quarzo denominati “brucioni” visibili in più punti e a quote diverse sulle pendici del Pizzo Camino; vi lavorarono le famiglie Cicoletti, Pirazzi Maffiola, Betteo, Bassi, Conterio e molte altre.
Il minerale estratto veniva accuratamente macinato ed amalgamato nei classici molinetti piemontesi o “arastras” dislocati lungo i torrenti locali onde sfruttarne le acque come forza motrice.
Ancora oggi, lungo il sentiero che porta all’Ecomuseo della Val Toppa, sono visibili i ruderi di edifici e macine in località “Calagn”.
Industrialmente è stato sfruttato solo il giacimento di Val Toppa al tempo in cui operava la compagnia inglese “Pestarena Gold Mining” (1860-1890) e la società francese “Miniere di Cropino” (1895-1901); successivamente, sino all’ultimo conflitto mondiale, vi hanno lavorato, a fasi alterne imprenditori privati e la società Rumianca.
É nota anche la presenza di di pagliuzze di oro libero nelle sabbie alluvionali del torrente Marmazza. Nel corso dei millenni l’erosione naturale delle rocce  ha permesso all’oro presente di liberarsi naturalmente e defluire a valle grazie al dilavamento delle acque meteoriche.
Oggi percorrendo l’antico sentiero dei minatori (strada degli inglesi), è possibile raggiungere l’Ecomuseo delle Miniere della Val Toppa in circa 1 ora di piacevole camminata.
Giunti alla “Ca bianca”, si può usufruire di una visita guidata di un buon tratto della galleria “livello 2”, davanti alla quale, sopra all’ingresso, è ben visibile il filone di quarzo mineralizzato; proprio seguendo questa traccia per centinaia di metri i minatori hanno potuto intercettare zone di forte arricchimento di minerale o altri filoni importanti.
Lungo il tragitto sono visibili ampie camere di coltivazione, traverse laterali, camini e pozzi di collegamento con altri livelli, scavati per agevolare la movimentazione interna del materiale nonché l’areazione dal sotterraneo. Nei punti in cui la stabilità della roccia veniva meno sono ancora presenti puntellature in legno, muri a secco e pilastri naturali lasciati ad arte per sostituire la volta rocciosa.

INFO: Per l’entrata in miniera occorre un indumento pesante e, per il percorso, scarponcini.
Eccezionalmente, previa prenotazione, può procedersi alle visite anche in settimana.

Tel. +39.0324.86122
Fax +39.0324.86265