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Nel territorio delle Valli Antigorio Divedro Formazza la pratica della raccolta dei funghi, così come nella vicina Vigezzo, è molto praticata. Questo consente di vendere numerosi tesserini il cui introito serve a finanziare opere di tutela e ripristino ambientale e paesaggistico. I raccoglitori di funghi sono generalmente del luogo, ma spesso anche provenienti dalle provincie vicine. Si distinguono in due principali categorie: i raccoglitori occasionali e gli appassionati. I primi vanno a funghi due tre volte per stagione, mentre i secondi fanno della raccolta dei miceli nei mesi autunnali un attività sistematica e febbrile. In effetti trovare un fungo è un’emozione molto forte, ma va sempre considerato che questa emozione è un dono che la natura fa agli uomini e come tutte le risorse naturali, anche quelle fungine non saranno eterne. Dunque ci vuole perizia nella raccolta e rispetto dei quantitativi indicati dalle norme, perché l’attività di raccolta dei funghi deve essere occasione di svago e movimento (si pensi ad esempio che nei nostri boschi i pendii rappresentano il 90% del territorio), ma è un’attività che lascia un segno ed è dovere di chi ama la natura fare si che questo non diventi un solco incolmabile.
Marilena Panziera
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