Salumi
Partecipa
Salumi Ossolani

Perché, come recita il detto, del maiale non si butta nulla. Recuperate le cotenne, dalle quali si ricavavano poi pennelli, si attaccavano carne e interiora. La prima veniva macinata e, una volta aggiunte le spezie e gli aromi, insaccata nel budello. I salami così ottenuti venivano messi a stagionare. Ed era tradizione che, l’anno successivo, l’arrivo del cervelé fosse accompagnato dall’apertura di un salame confezionato proprio dodici mesi prima.

 

Salumi tipici
Salame della Valdossola:
Salume tradizionale delle vallate alpine dell’Ossola, costituito da polpa scelta della coscia, lombo e lardo di maiale maturo. Le carni utilizzate sono quelle provenienti dalla regione e lavorate direttamente nel salumificio artigianale.
Violino di agnello: E’ un cosciotto intero di agnello che viene salato e conciato con diverse droghe quali: la noce moscata, l’alloro e il rosmarino. La conservazione di questo prodotto è dovuta prevalentemente al sale da cucina e all’essiccamento durante il periodo di stagionatura.
Filetto alle erbe alpine: Viene preparato con il filetto del suino, salato, macerato e aromatizzato con erbe aromatiche alpine e vino. Le carni utilizzate sono quelle suine provenienti dalla regione Piemonte.
Pancetta alle erbe alpine dell’Ossola: Costituita dalla porzione ventrale del mantello di copertura della mezzena del maiale in cui il lardo è venato di fasci muscolari. Viene preparata con cotenna o senza, distesa o arrotolata. È un prodotto stagionato ottenuto tramite salagione ed essiccamento secondo la tradizioni delle vallate alpine dell’Ossola rurale.
Bresaola alle erbe alpine dell’Ossola: Carne salata artigianalmente secondo la tradizione della valli ossolane, realizzata con tagli pregiati della coscia di vitellone e manzi allevati in regione, salati, macerati e aromatizzati con erbe aromatiche e vino; l’unico fattore conservante è rappresentato dal sale e dal nitrato.
Mortadella della Val d’Ossola: Un salume realizzato con carni suine crude alle quali si aggiunge una piccola quantità di fegato (5%), in alcuni casi anche vino insaporito da spezie, una sorta di vin brulé. Il tutto viene insaccato nel budello di maiale a cui segue una stagionatura di due mesi. Il gusto è deciso per via delle piccole quantità di fegato di maiale e di vin brulé. Si mangia a fette, possibilmente accompagnato con il locale pane nero di Coimo. Quando è fresca si può lessare e servire con le patate opure si può cuocere in forno e servire con polenta asciutta.

operatori turistici

Con oltre 140.000 visite annue ossola.com è dal 1997 il portale turistico numero uno delle valli dell'Ossola. Se sei interessato ad avere visibilità su questo portale contattarci ora!