Pietra Ollare

pietra ollare pentola L’estrazione di pietra ollare nell’Ossola

In diverse località ossolane si possono ancora ritrovare segni di antiche escavazioni di un tipo di pietra grigio-verdastra, atta ad essere lavorata per ricavarne pentole, ciotole, tubi, stufe e piastre di cottura.
È la “laugera”, termine locale con cui si indicano alcune roccie serpentizzanti, a prevalente talco e  steatite, adatte per essere lavorate al tornio e particolarmente resistenti al calore.
pietra ollare

pietra ollare

Chi fosse interessato a visitare un’antica cava di “laveggi” può raggiungere l’Alpe Mondei, località a circa 1250 m di altitudine, sul versante sud-ovest del Moncucco, percorrendo per circa un’ora e trenta, partendo da Montescheno in Valle Antrona, e passando per la frazione di Vallemiola e l’alpeggio di Aulamia.
La roccia interessata agli scavi è una peridotite ad olivina predominante e in più punti delle pareti rocciose di Mondei sono visibili le impronte di decine di bozzi lavorati e staccati e di altri non completamente lavorati.
L’escursione, consiglita nella mezza stagione o in inverno in assenza di neve, permette inoltre di vedere sul luogo i resti di un villaggio minerario accanto alla vecchia cava di pegmatite, lavorata dal 1922 al 1960, per l’estrazione di feldspati e mica, e attualmente ancora nota agli appassionati di mineralogia per i numerosi e interessanti minerali da collezione, come berilli di grosse dimensioni, granati, zirconi, apatite e uraninite.

di Carlo Solfrini