Freeride

Snowboard
Domobianca
LIBERTA’-EMOZIONE-PASSIONE-TECNICA

Una giornata di freeride è divertimento puro; quello che tutti aspettano e cercano, proprio perché le condizioni ottimali non si verificano molto frequentemente.
Chiunque può divertirsi partendo per gradi. Due curve in pochi centimetri di neve caduti in pista, per poi passare a bordo pista, proseguendo in una discesa che, come dice la parola stessa,  è semplicemente una manifestazione di libertà.
Snowboard freeride
Saas Fee

Freeride all'alpe Devero
Alpe Devero

Monte Moro
Monte Moro

Alpe Devero
Devero - val Buscagna

Ciamporino
San Domenico

Si crea un vincolo tra uomo, montagna, neve ed attrezzo:
il pendio si trasforma in una pagina sulla quale fissare le nostre emozioni, i nostri pensieri. Arrivati in fondo l’ adrenalina è “a mille” e guardare la traccia appena lasciata provoca una soddisfazione incredibile.
In questa branca dello snowboard,  infatti,  si tende ad unire gli elementi principali della tecnica alpina e di quella freestyle, passando dal carving estremo ai salti e relativi grabs, dalle curve in assorbimento alle gobbe per arrivare alla surfata in neve fresca.
Qui non occorrerà potenza, ma  si ricercherà sensibilità e precisione per svolgere le azioni di carico-scarico delle pressioni. La velocità sarà maggiore e la posizione sarà leggermente arretrata, portando il peso sulla gamba posteriore per facilitare il galleggiamento.
Generalmente, in neve fresca, fino pochi anni fa, si consigliavano tavole abbastanza lunghe, direzionali con un discreto arretramento degli attacchi (4/8 cm) rispetto al centro tavola.
Attualmente, alcune ditte hanno sviluppato, affiancandole ai modelli tradizionali, tavole più corte e maneggevoli con nuovi shapes, che permettono di galleggiare nella neve, con tavole che facilitano l’ uso anche a basse velocità, importando  manovre freestyle, anche  in neve fresca.
La neve fresca è la condizione ideale per praticare lo snowboarding, ma al contempo la più rischiosa per gli eventi che si possono verificare e legati sia a pericoli soggettivi che oggettivi.
I primi sono tutti quelli legati alla persona (problemi fisici, emozionali, mancanza di esperienza, di tecnica…)
I secondi sono quelli legati all’ ambiente ( clima, zona, crepacci, seracchi, valanghe…).
In questi ultimi anni, complici nevicate “particolari”, rapide fluttuazioni climatiche ma soprattutto una cattiva informazione e preparazione il numero di incidenti e decessi correlato alle valanghe è aumentato.

Esistono 2 tipi di valanghe:
a lastroni o di neve coerente
di neve incoerente

Le prime si manifestano generalmente a causa di un aumento peso e si verificano se esistono 3 fattori:
piano di scivolamento (strati di neve differenti)
neve coerente (neve i cui cristalli sono legati fra loro ma non con quelli caduti in precedenza)
pendenza (inclinazione del pendio compresa tra i 27° e i 45°)

Le seconde si verificano per mancata coesione della neve, sono quasi sempre spontanee e si verificano se esistono 2 fattori:

neve incoerente
pendenza

Si manifestano su pendii ripidi durante o appena dopo abbondati nevicate e in primavera.

Prima di avventurarsi fuori pista (sia in un luogo incontaminato che in prossimità degli impianti di risalita in un comprensorio sciistico) è necessario apprendere e conoscere le nozioni relative alle regole di comportamento in questo ambiente ed avere – e saper usare –  l’equipaggiamento di sicurezza necessario (ARVA, PALA, SONDA….)
L’  ARVA è una radio ricetrasmittente che lavora su una frequenza standard di 457 khz. Esistono sul mercato vari apparecchi (analogici, digitali, ad 1 o 3 antenne che possono facilitarne l’ uso e la ricerca).
Generalmente all’ inizio dell’ escursione si controlla il funzionamento delle macchine tramite un piccolo test, dopodiché si mettono tutte in trasmissione; in caso che una o più persone rimangano sotto una valanga, le persone rimaste illese commutano la macchina in ricezione e iniziano la ricerca.
La sonda serve per poter localizzare la persona (anche se gli ultimi modelli di ARVA riescono oramai a localizzare con estrema precisione la posizione del malcapitato) e la pala per poter liberare celermente la persona dalla neve.
Una volta presa conoscenza di tutto questo, non ci resta che preparare l’ escursione (in caso di risalita alpinistica) o la discesa (in caso di utilizzo di impianti o elicottero).
Grazie ad una accurata preparazione della gita (il periodo, zona, consulto di bollettini valanghe-meteo e carte topografiche…) il rischio di incorrere in valanghe si riduce del 75%.
Avvicinandosi alla zona di partenza ed osservando bene la neve, le condizioni meteo, la pendenza, la formazione di creste e  adattando la scelta dell’ itinerario, il rischio si riduce ulteriormente del 20%.
Ulteriori e costanti valutazioni durante la salita ed il relativo adattamento riduce ancora del 4% il rischio complessivo del percorso.
Complessivamente, quindi, possiamo minimizzare i rischi: in ogni caso almeno un 1% (legato al fattore S….) rimane fuori controllo.
Pertanto conoscere le tecniche di autosoccorso e soccorso è fondamentale in quanto in caso di valanga e di una eventuale ricerca il nostro nemico peggiore è il tempo.

La possibilità di estrarre viva una persona nei primi 15 minuti è del 90%. Il tempestivo soccorso da parte dei compagni di escursione, che dovranno muoversi secondo protocolli di intervento precisi, è quindi vitale. Allo stesso modo una corretta comunicazione con le strutture di soccorso, ovvero saper fornire il maggior numero di indicazioni sul luogo e ora dell’ incidente, il tipo di incidente, il numero delle persone coinvolte…è assolutamente necessaria.
Nei 30 minuti successivi la probabilità di estrarre viva la persona, crolla al 20% .

Dopo queste considerazioni ad una persona potrebbe, forse, passare la voglia di frequentare il fuori pista ma, con una bella dose di conoscenza, autocritica, preparazione, rispetto delle regole, buon senso, tutti questi rischi diminuiscono comunque in maniera esponenziale.
Solo comprendendo tutti gli aspetti della Montagna, questa tornerà ad essere semplicemente stupenda, a regalarci emozioni da condividere con pochi amici, prima sui suoi pendii, e dopo, davanti ad un caminetto in compagnia di un bicchiere di vino raccontando, ricordando, e perché no, inventando storie di snowboard vissute o quasi.


Damiano Giovanella
Direttore Sportway Gravellona Toce
Maestro di Snowboard