Walser in Italia

ausone in autunno Storia degli insediamenti Walser in Italia

La vicenda delle alpi italiane è caratterizzata da lunghi secoli in cui esse sono vissute ai margini della storia dell’epoca antica, erano sostanzialmente solo una zona di confine fra terre e popolazioni differenti. Anche nell’epoca romana non venivano sfruttate economicamente, l’agricoltura era solo orticulturale, molti fondovalle erano paludosi e insalubri, come si è valutato potesse essere la bassa Valle Ossola. Nelle alpi occidentali dominavano gruppi celtici, nell’est altri popoli come gli antichi veneti e i retici, un popolo la cui origine etnica rimane tuttora controversa. I Germani cominciarono a venire in contatto coi Romani nel tardo periodo repubblicano e, col passare del tempo, i contatti si intensificarono; furono registrate alcune scorrerie e scaramucce e in seguito scambi di tecnologie.
costruzione walser

Macugnaga

costruzioni walser a macugnaga
Successivamente alcuni studiosi romani cominciarono a dare un resoconto di quali gruppi tribali componessero il grande panorama dei Germani. Gli Alemanni vengono citati da Cassio Dione all’inizio del terzo secolo, abitavano le Alpi Nord-occidentali a Sud della Foresta Ercinia che occupava gran parte delle moderne regioni della Bavaria e Svevia. Nel corso dei secoli successivi, i contatti di questo popolo con la civiltà romana sono in massima parte pacifici anche se sono documentati alcuni scontri armati. Con il progressivo crollo dell’impero e con l’avanzata di altre popolazioni sia germaniche sia slaviche che mongoliche (come gli Unni), alcune militarmente molto audaci, furono gli Alemanni stessi a essere sospinti verso Sud. Si insediarono nel Vallese, in precedenza abitato da genti romane o romanizzate da lungo tempo. Inizialmente abitarono solo le basse valli e dal X secolo si spinsero in quota. Ma prima di questo molti importanti fatti avvennero: la creazione dell’impero di Carlo Magno, che in queste zone veniva visto in linea di continuità con l’Impero Romano e che spostò il cuore politico del mondo conosciuto dal Mediterraneo all’Europa Centro-Occidentale. Vi furono le lente ma inarrestabili cristianizzazioni dei nuovi popoli insediatisi in Europa e il graduale inizio del feudalesimo. Gli Alemanni furono tra i primi ad abbracciare la nuova religione tra VI e VII secolo, gli antichi dei ed eroi sprofondarono nel mito. Come detto, fu solo dal X secolo che cominciarono gli insediamenti alle alte quote grazie soprattutto al clima che si stava riscaldando in quel periodo e che raggiunse il suo apice nel XIII secolo. In questo momento cominciò l’etnogenesi dei Walser che vengono quindi identificati per la prima volta come tali, nel 1253 in un piccolo insediamento vicino a Bosco Gurin, nel Canton Ticino. Il loro demonimo deriva da “walliser”, abitante del Vallese; questo toponimo, di origine romanza, deriva da latino, vallis. Dai documenti disponibili, risulta questo il periodo di maggiore insediamento dei tratti alti delle valli. Purtroppo di quest’epoca feudale non ci rimangono molte carte che narrano gli usi e i costumi di queste genti; gran parte del diritto era consuetudinario e spesso non scritto, inoltre anche i documenti compilati non tutti sono giunti a noi e altri sono stati falsificati. La falsificazione in epoche più recenti di documenti antichi aveva ovviamente la funzione di garantire a qualcuno, particolarmente famiglie della nobiltà, diritti che non gli spettavano.
Come detto, grazie al clima favorevole nuove zone vengono popolate. I Walser, inizialmente insediatisi nel Vallese, in particolare nel Goms, varcarono i passi e si insediarono a Macugnaga, Formazza, Premia, Ornavasso, Alagna Valsesia, Rimella, Issime e Bosco Gurin, tutte zone di cultura e lingua romanza. I primi documenti riguardanti Macugnaga, il più antico insediamento delle Alpi a tale quota di cui si ha conoscenza, sono già del 999. Ovviamente la loro origine vallesana, li portò non solo verso questo versante delle Alpi ma anche verso Est, nei Grigioni, e fino al Liechtenstein, tuttavia ci soffermeremo specialmente sulla zona romanza.
A Carcoforo, in Val Sesia sono documentati genti alemanne già nel 1241 e anche se non viene usato il nome Walser, gli storici lo hanno inferito da altri elementi; da qui giunsero dopo pochi decenni al resto della Val Sesia. Ad Ornavasso almeno dal XIV secolo divennero affittuari della piccola nobiltà del paese genealogicamente legata ai conti di Biandrate, Questo insediamento fu molto particolare poiché situato così in basso e in un borgo dalle origine molto antiche.
Ad Issime, in Valle d’Aosta, una modesta ma stabile popolazione coesiste dalla fine del secolo XIV a fianco di quella franco-provenzale. A Macugnaga i Walser furono strumentali nel battere i sentieri e creare pascoli alle alte quote verso i passi che portavano a Zermatt, particolarmente quello del Monte-Moro. A Formazza si insedia una comunità numerosa fondando vari villaggi; un documento di inizio 400 testimonia l’esatto numero, un centinaio, di capofamiglia dei vari centri abitati raccoltisi per una decisione collettiva. A Premia solo due piccole frazioni erano abitate dai Walser. Bosco Gurin ha un insediamento antico e continuo, relativamente ben documentato con varie carte che parlano dei diritti di sfruttamento dei boschi concessi ai coloni.
La distribuzione dei Walser andò incontro ad una diminuzione degli insediamenti alle alte quote col raffreddamento che colpì l’Europa dal XV secolo in poi: questo ci è noto dai documenti su Formazza dove Frua e Morask sono abbandonati come insediamenti permanenti. Nei secoli successivi si fusero parzialmente con i popoli vicini e la loro lingua e cultura non è rimasta ovunque. Per esempio, a Ornavasso, rimane la loro presenza solo nei toponimi, sono inoltre scomparsi a Premia e Valstrona, mentre mantengono tuttavia la loro lingua e tradizioni fino ad oggi altrove, particolarmente a Formazza, dove questa cultura è relativamente forte.
Attualmente si cerca di mantenere viva la storia e la tradizione Walser attraverso numerose iniziative. Alcune raccolte di poesie sono state scritte recentemente nei vari dialetti, tutti molto simili, anche se nessun tentativo di standardizzazione è stato intrapreso, e così la tradizione è rimasta marginale. Molti festival vengono tuttavia organizzati nelle fresche estati alpine su entrambi i versanti della catena montuosa. Inoltre alcune associazioni come quella dedicata ad Enrico Monti di Anzola D’Ossola favoriscono lo svolgimenti di conferenze, anche nelle scuole, riguardanti la cultura e la storia dei Walser.

Riccardo Rizzi