| Percorso si snoda tra la bassa Val Formazza e la
Valle Antigorio, tipiche valli alpine di origine glaciale, presenta
interessanti risorse naturalistiche, un piano vegetazionale montano.
La prima frazione che incontriamo è Antillone,
1249 m.s.l.m, una balconata affacciata sulla sottostante Valle Antigorio,
posta al riparo dai venti e per questo motivo gode di un particolare
clima favorevole rispetto al resto della Val Formazza. Antillone,
detta anche "Puneiga" in Pomattertitsch, l'idioma formazzino
di origine tedesca, è una frazione del Comune di Formazza:
ed è formata da un piccolo gruppo di case e fienili, un piccolo
paese che in passato era abitato tutto l'anno. L’ambiente
pianeggiante che circonda il villaggio è di sicura origine
glaciale, paiono evidenti le enormi rocce montonate, levigate dal
lento lavorio dei ghiacci in epoche remote, chiamate "balena"
dai formazzini, proprio in omaggio alla loro forma e alla loro dimensione.
l lago di Antillone
1249 m
Poco prima di giungere al gruppo di case, si trova il laghetto di
Antillone, la cui storia e bellezza naturale fu condizionata dalla
scarsa coscienza naturalistca dei primi del 900.
Questo specchio d'acqua, tipico laghetto alpino un tempo pittoresco
e dimora di specie botaniche rare per la nostra zona come le ninfee,
fu irrimediabilmente compromesso da alcuni lavori realizzati per
la costruzione di una condotta forzata che convogliava le acque
da Fondovalle verso l'allora centrale di Rivasco, nel comune di
Premia. Quest’ opera provocò delle falle nel sottosuolo
che furono causa di un progressivo prosciugamento del laghetto.
Nel 1954 vennero realizzate opere di impermeabilizzazione del sottosuolo
che restituirono al lago le sue dimensioni originali, ma ormai il
danno era fatto. Le sue acque, un tempo "terse e limpide come
gli occhi azzurri delle formazzine", oggigiorno si presentano
torbide ed opache, mentre per la flora e la fauna che caratterizzavano
questo specchio d'acqua il danno fu irrimediabile: si estinsero
il tritone alpino e le splendide ninfee, famose perché credute
miracolose dai formazzini.
Lasciato l’abitato di Antillone si prosegue verso il bosco
detto: La faggeta dei camosci. Il percorso è di facile percorribilità,
con tratti pianeggianti e brevi tratti in salita. Se si prosegue
in rigoroso silenzio è probabile incontrare e avvistare i
camosci che popolano questo bosco.
Alpe Vova
1548 m.
La valle di Vova è un ampio bacino dominato e racchiuso dalle
pareti della Punta di Tanzonia e del Pizzo Martello; nel basso dell'alpe
sono distribuiti numerosi gruppi di baite e stalle attorniate da
pascoli rigogliosi oggi frequentate da numerosi appassionati di
montagna e da pochi capi di bovini; sui versanti sono sorretti da
bastionate rocciose quattro storici e importanti alpeggi : Giove,
Alta, Tanzonia e Campagaro; erano tutti alpeggi del comune di Premia
concessi in affitto agli allevatori della valle. All'inizio del
secolo, con un periodo d'inalpamento di 2 mesi in luglio e agosto,
venivano caricati ben 50 bovini e più di 100 tra capre e
pecore. L'estivazione delle mandrie prevedeva spostamenti e mobilità
tra gli alpeggi infatti i bovini caricati in Tanzonia salivano all'Alpe
Alta mentre quelli inalpati al piano del Vova salivano all'Alpe
Giove che prende il nome dalla montagna di 3009 m. che la sovrasta.
Case Francoli
1555 m:
"Frankuhius" in lingua walser era uno dei 4 nuclei di
rustici (case, fienili e stalle) di Salecchio : Morando, Salecchio
inferiore, Salecchio superiore e Case Francoli. È un piccolo
abitato con pregevoli abitazioni ben sistemate e conservate; al
centro di esse si può osservare una cappella di recente ristrutturata
mentre sul sentiero per Salecchio si possono ammirare i resti della
fornace per la calce, i vecchi campi della segale e tracce dei pozzi
per la lavorazione della canapa.
Salecchio superiore
1509 m. e Salecchio inferiore
1322 m.
Dopo aver lasciato Case Francoli per sentiero comodo e pianeggiante,
arriviamo alla cappella votiva dalla quale scorgiamo Salecchio superiore,
e sullo sfondo più in basso Salecchio inferiore. A Saley
è possibile leggere pagine di storia e tradizioni di un popolo
che su questa balconata al sole, ha vissuto per 7 secoli. Questi
insediamenti sul territorio, articolati per nuclei familiari, erano
la condizione per sfruttare le poche e povere risorse disponibili
tra montagne dirupate ma protette da boschi di conifere (i boschi
sacri) dal pericolo delle valanghe. Per 700 anni la piccola comunità
walser mantenne sempre stretti legami con la madrepatria e con le
altre comunità sorelle: i salecchiesi si sposavano con le
ragazze di Agaro e Formazza e piuttosto che scendere nel Walschland,
la valle di Premia con cultura italiana e perdere (mescolando le
razze) le origini walser.
Da circa un ventennio ad opera di numerosi volontari
del "Comitato Pro Salecchio" i villaggi tornano a vivere
in estate e vengono organizzate varie manifestazioni tra cui l'ormai
famosa festa della "Candelora", a Salecchio inferiore
la prima domenica di febbraio, la festa della Beata Vergine sempre
a Salecchio inferiore il 15 agosto e la tradizionale festa di San
Giuseppe del 1 maggio a Salecchio superiore.
A Salecchio superiore molti sono gli spunti di
interesse: la struttura e l'articolazione del villaggio, con le
tipiche case e i fienili in larice, l'antica segheria ad acqua,
il fornetto per il pane, il mulino, le sculture lignee dell'Oratorio
dedicato a San Giuseppe mentre a Salecchio inferiore sono testimonianze
suggestive la scuola elementare Virgilio, il nucleo di case Zur
Rufino, il cimitero con le piccole croci gotiche (su cui leggere
i cognomi più diffusi Bucchi, D'Andrea, Della Maddalena,
Pali, Della Balma, De Gaudenti, Della Giovanna, Della Vedova, Fux,
Ghigar, De Dominicis...), la Chiesa di Santa Maria, i "furnet"
per la cottura semestrale del pane, le stube.
Passati gli abitati di Salecchio scendiamo, percorrendo
la vecchia mulattiera che attraversa i boschi di latifoglie, dominati
dalla presenza dell’Ontano bianco misto a Betulla e Noccioleto.
Sfruttando i grossi gradoni in pietra ancora in ottimo stato, si
scende rapidamente verso il fondovalle fino alla frazione Passo
meta conclusiva della nostra escursione.
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