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Mappa del Percorso

 

 

 

 

 

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Trekking
in Valle Antrona - Alpi e laghi della Val Troncone 

Escursione ad anello piacevole e non faticosa, seppur piuttosto lunga, che con modesti dislivelli e sentieri ben segnati dal Lago di Antrona conduce, dopo aver costeggiato il Lago di Campliccioli, fino all'alpeggio di Lambraoro, immergendosi in un ambiente di grande fascino, dominato dalle austere montagne della Valle Antrona. La particolarità dei Lago di Antrona è di essersi formato in seguito ad una grande frana caduta il 27 luglio dei 1642 dal Monte Pozzuoli che distrusse molti nuclei di baite provocando la morte di quasi cento persone e sbarrò completamente il torrente Troncone Negli anni '20 fu trasformato in bacino idroelettrico con l'innalzamento dei livello delle acque di alcuni metri. Furono inoltre costruite le dighe di Campliccioli, di Cingino e di Camposecco.
Dal punto di vista naturalistico è un'escursione molto varia ed appagante. Per costeggiare la riva orientale dei lago di Campliccioli seguire il percorso della vecchia Decauville.

Deviazioni possibili:
In prossimità di Casaravera è possibile estendere l'itinerario con la salita ai laghi di Cingino e di Camposecco, rientrando nuovamente al lago di Campliccioli. Escursione faticosa, che prevede anche il passaggio di un tratto in galleria, e che può essere effettuata in due tappe pernottando nel bivacco di Camposecco (sempre aperto - 12 posti - coperte e fornellino a gas)

Cartografia:
Carta Svizzera 1:50.000 Foglio Mischabel
Carta KOMPASS 1:50.000 Fogli 88 - 89 Domodossola
Carta IGC 1:50.000 Fogli 10 Monte Rosa - 11 Domodossola



Trekking - Val Antrona - Le Coronette di Camposecco

Itinerario impegnativo, che richiede buon allenamento e confidenza con la montagna, in quanto il superamento delle Coronette attraverso il canalino roccioso di accesso non va sottovalutato; è comunque presente una corda fissa da utilizzare come sicurezza.
Il sentiero non è sempre ben evidente, ma ben segnato con i colori della G.T.A. (rosso - bianco - rosso).
Le Coronette di Camposecco costituiscono una cresta che separa la Valle dei Rio Banella, col Lago di Camposecco, dall' alta Val Loranco dominata dal Pizzo d'Andolla; ambienti severi e selvaggi, su cui incombono ripide pareti, creste frastagliate ed accumuli detritici.
Luogo ideale per un contatto molto profondo con la natura d'alta montagna: una ricca flora di detrito e di roccia, stambecchi, recentemente in aumento, o gruppi di camosci al pascolo.

Rifugio AndollaNote: E' possibile e consigliabile effettuare l'escursione in due giomí, pernottando al Bivacco Campliccioli (sempre aperto - 12 posti - coperte e fornello a gas), al Bivacco Città di Varese (sempre aperto - 9 posti - coperte e fornello a gas) o al Rifugio Andolla (custodito, apertura estiva, tel. 0324151884)

Cartografia:
Carta Svizzera 1:50.000 Foglio Mischabel
Carta KOMPASS 1:50.000 Fogli 88Monte Rosa - 89 Domodossola
Carta IGC 1:50.000 Fogli 10 Monte Rosa - 11 Domodossola



Val Antrona - A Montescheno tra cave, pietre e storia

Alla ricerca di minerali non certo della "rosa ad fer", ma comunque di qualche cosa d'altrettanto significativo ci dirigiamo verso la Valle Antrona; valle che a partire dal secolo XIII° conserva molte testimonianze al riguardo. Si pensi all’estrazione dell’oro presso il villaggio minerario di Trivera o alle vene ferrose della miniera di Ogaggia.Raggiungiamo dunque Montescheno - il primo paese che s’incontra - luogo soleggiato e disteso tra mille frazioni e che conserva all’Alpe Groppo reperti di antiche civiltà come coppelle e affilatoi. Borgo in cui ebbe una grande importanza l’attività estrattiva del ferro,come testimoniato dai minuziosi e dettagliati Statuti del 1519.
Seguiamo allora il tracciato della celebre e unica processione alpina degli "Autani di Set Frei" per dirigerci verso la nostra meta, le cave de I Mondei.
Prendiamo le indicazioni per Vallemiola e dopo aver attraversato il torrente Brevettola, su un pregevole manufatto in sasso, raggiungiamo la frazione. Consigliamo di perdersi tra le sue strette vie, avremo così modo d’incontrare due torchi ben conservati, un forno per il pane ed edifici religiosi posti ai lati dell’abitato. Uno dedicato alla S.S. Trinità è arricchito da sinuosi arabeschi parietali, l'altro l’Oratorio delle Grazie reca invece una bella Madonna con Bambino del secolo XVI°.
E’ veramente piacevole fare il giro circolare di Vallemiola passando per la località Ai Cepp poichè il sentiero - impreziosito da una bucolica cappella - consente una splendida panoramica su Montescheno. Ora saliamo in un bel bosco di faggi e castagni verso il Colle del Pianino e dopo ripide curve ci si presenta il dosso di Aulamia ove scorgiamo tra trilitici medievali - oltre una fontanella con vasca in sasso - splendide croci potenziate. A destra si segua l’evidente sentiero: I Mondei sono davanti a noi bianchi e rilucenti nell’atmosfera primaverile. Lì furono scoperte le pegmatiti ossolane e venne aperta una cava di mica; la località è insomma una pagina aperta della storia geologica nazionale ove affiorano e sono ancora presenti esemplari di berillo, felspato potassico e la maggior concentrazione in Italia di uraninite.
Lungo l’itinerario - che seppur segnato con cartelli indicatori non è troppo percorso - fare attenzione alla vegetazione invadente ed alla scivolosità delle rocce dovuta al ruscellamento.
Tuttavia percorrere un traverso così aperto non può che suscitare nell’escursionista vive sensazioni pionieristiche .Prima di giungere a I Mondei osserviamo un’altra eccezionale testimonianza ovvero le pietre di laugera materiale già utilizzato in epoca pre-romana e poi citato da Plinio come roccia da cui si ricavavano stoviglie. Siamo dunque in presenza della celebre pietra ollare - la stessa del mascherone celtico di Dresio - che veniva sagomata per fabbricare recipienti atti a contenere la tipica alimentazione alpina: olio, carne salata e burro. Lo scenario, fra pareti girgio-verdi con abbozzi circolari, è di rara suggestione. Adesso si deve salire - a vista - oltre una baita solitaria tra erti prati avendo come obiettivo la bianca costruzione del vecchio Ufficio Tecnico. Ogni cosa è in abbandono ma il respiro dell’umano intraprendere è ancora udibile.
Sopra di noi, tra le pareti, appaiono ancora gli ingressi delle cave ingombrati da sassi colorati di diversa forma e consistenza.
Per i più arditi segnaliamo l’antica traccia - di scarsa evidenza - che da I Mondei portava all’Alpe La Colma. sopra Baione e quindi sotto le pendici del Moncucco.

Tempo: 3h.30 min.
Difficoltà: E (escursionistica)
Cartina: C.N.S. 1.50.000 n.275 “Domodossola”

Claudio Zella Geddo


Valle Antrona
Lago dei Cavalli
Cheggio
Viganella

Immagini grafiche e fotografiche non riproducibili. - © 2002