Trekking
Valle Anzasca
Distilleria Monterosa
Cima Jazzi Residence Hotel
Hotel Nuovo Pecetto
In Valle sul Fiume
RIFUGI / MOUNTAIN HUTS
RB1 (B) Alpe lago - Val Segnara
0324 65485
RB2 (B) Scarpinano - Alpe Reale
0324 89104
RB4 (r) Crocette - Località Crocette
032483119
RB5 (B) Lanti - Ratuligher
032465485
R86 (R) Saronno - Belvedere
02 9602874
RB8 (R) Zamboni-Zappa - Alpe Pedriola
0324 65313
RB9 (B) Marinelli - Crestone Marinelli
0286463516
RB10 (B) Belloni - Loccia dei Camosci
0331 797564
RB11 (B) Gallarate - Jagerhorn
0331797564
RB12 (R) Sella - Nuovo Weisstor
0324 65485
RB13 (B) Luino - Rocce di Roffel
0332 534700
RB14 (B) Hinderbalmo - Alpe Hinderbalmo
0324 65485
RB15 (R) Oberto - Passo del Monte Moro
0324 65544
R816 (B) Longa - Alpe Cortenero
0324 65485
RB17 (B) Lamè - Lago Lamè
032489167
RB18 (B) La Colma - Alpe Colma di Calasca
RB19 (r) Moriana - Alpe Moriana

R = rifugio costudito
r = rifugio incostudito B = bivacco
CARTINE / MAPS
CN Svizzera 1:50.000 - 284 "Mischabel"-285 "Domodossola"
1:25.000-1349 "Monte Moro"
Cartoguide Alp 1:35.000 - 3 "Monte Rosa"
DeAgostini 1:25.000 - "Parco Naturale Alta Valsesia"

INDIRIZZI / ADDRESSES
CAI Sez. di Macugnaga 0324 65485
CAI Sez. di Piedimulera 0324 93119
Pro Loco di Vanzone 0324 828804
Gruppo Esc. Val Baranca 032489104
Comunità Mont. Valle Anzasca
0324489328
Oasi Faunistica Macugnaga
0324 65119/65009


Trekking in Valle Anzasca - Lago delle Fate  

Da Macugnaga agli alpeggi della Valle Quarazza:
La passeggiata percorre, lungo una mulattiera, la Valle Quarazza attraversando luoghi di grande bellezza naturale: dal Lago delle Fate, ai fitti boschi di larici, begli alpeggi e le testimonianze di una faticosa ma redditizia attività estrattiva, quella della miniera d'oro. Come arrivare: Macugnaga è accessibile seguendo da Milano la A26, quindi proseguendo in direzione Gravellona Toce, quindi Domodossola-Sempione. Uscire all'indicazione Piedimulera, seguire poi le indicazioni per Macugnaga seguendo la statale della Val Anzasca.
Raggiunta Staffa di Macugnaga, a 1248 m., si scende al ponte sull'Anza e piegando a sinistra si traversano i casolari e i prati di Ronco, dirigendosi verso l'abitato di Isella. Oltrepassatolo, si superano altri prati, un piccolo torrente e con una breve salita ci si porta a Motta, all'imbocco della valle Quarazza. Dall'abitato si scende un po' e dopo un breve tratto pianeggiante si giunge al Lago delle Fate, che ha sommerso le baite di Quarazza, presso un bar-ristorante, ove sale una stretta carrozzabile da Borca. Si costeggia il lago lungo la sponda occidentale e si continua per una comoda stradetta che traversa un bosco e passa presso i ruderi di una laveria di materiale aurifero. Lasciata a destra la pista che porta all'alpeggio di Prelobia, si attraversa il torrente e lo si costeggia sulla riva opposta salendo leggermente attraverso pascoli e macchie di larici fino al dosso, sopra il quale si trovano i casolari della Piana (1613 m.). Da qui la mulattiera sale attraverso stretti tornanti fino all'Alpe Schena (2037 m.), in posizione splendida verso i contrafforti orientali del Monte Rosa.

Dislivello: 789 m. Tempo complessivo: 2.30 ore.
Itinerario: parzialmente segnato.


A spasso tra i Celti:
Suggestione e religione tra i vecchi insediamenti della Valle Anzasca
Il lento ma equilibrato trascorrere del tempo comporta spesso variazioni evidenti nello stesso "abitare" il paesaggio. Questo aspetto è ben evidente in Valle Anzasca ove ciò che era paese centinaia di anni fa, grazie a condizioni climatiche eccellenti, ora è alpeggio. Sito inserito in un reticolo di luoghi più o meno mantenuti ma comunque rilevanti per la storia delle Alpi a causa del lavoro di terrazzamento - le cosiddette "sostine" - che innerva i fianchi della montagna.
Prima di Calasca Castiglione prendiamo sulla destra un ampio sentiero che in breve ci porterà a Drocala, nome quest'ultimo di suggestiva evocazione alto medievale. Nel bosco di castagni si mantenga sempre la direzione principale (destra idrografica del torrente) evitando le tante diramazioni. Quasi subito incontriamo dei ruderi (Casa Valecchio) significativi per la connotazione a corte maggengale evidente grazie al doppio accesso del fienile. A seguire, dopo un'incantevole forra, troveremo il cartello indicatore per Drocala.
L'alpeggio risulta strepitoso sia per i suoi declivi erbosi che per la sapiente distribuzione delle abitazioni. Dapprima si visiti la Chiesa del 1679, che conserva una pregevole "Visitazione" e poi vagando fra le case si vada alla ricerca dei veri gioielli del luogo.Ovvero una pila da mortaio scavata su superficie a scivolo con canaletto, utilizzata per battere la canapa o per l'olio di noci, una porta del 1702 inserita in un dominante medievale, architravi a dorso ed una iscrizione del 1795 - posta su di una casa in pietra - che attesta la probabile data d'inizio di residenza da parte di sposi.
Questi elementi, preziosi per una veduta d'insieme della cultura materiale del borgo, vanno sicuramente ad attestare la funzione completa - in termini di antropizzazione - dell'area.
Resta comunque ancora qualche cosa da vedere, sopratutto al limitare del paese, ove osserviamo tracciate su roccia - in luogo panoramico - due cruciformi. D'intorno molti sono i segni e testimonianze di ere leggendarie come il cosiddetto cimitero pagano, i massi coppellati o la Pioda ad Ghiudum; vera e propria pietra sacra del Druido che in quel luogo sfidava il fulmine oppure entrava in contatto con le più recondite forze della Natura (La Madre Bianca).
Difficile non immaginarsi la scena alzando lo sguardo verso i boschi pieni della Colma - ora luccicanti di neve - dai quali, vestiti di lane, calavano i Celti.
Dopo aver percorso l'alpeggio, avendo al di sopra i Prer ed al fianco il solco vallivo di Segnara, scendiamo verso Olino oltrepassando una cappella su roccioni ed un rio che nei secoli ha scavato scivoli di pietra bifidi. Olino rappresenta con vigore e bellezza la più tradizionale tipologia ossolana grazie alla sua trama di tetti, le scale alte e la duplice entrata delle abitazioni.
Accanto ad un ippocastano svetta la Chiesa della Madonna del Carmine che conserva un ragguardevole coro ligneo ed un altare dorato. Tra le case fanno invece bella mostra croci potenziate su massi ed architravi nonché segni balestriformi e scaliformi di chiara matrice precristiana. Simboli che rimandano a forme raffinate di sincretismo culturale tra la tradizione orale ( e si ricordi a questo riguardo il valore dell'oralità nella trascendenza celtica) ed insegnamento religioso.
Malauguratamente queste insieme di conoscenze è a repentaglio poiché abbiamo constatato che nessuno degli abitanti del paese neanche minimamente sapeva dare significato e parola ai segni lasciati con devozione dai propri antenati.
Scendiamo quindi verso Castiglione, dopo aver ammirato al limitare del borgo una Santa Caterina con ruota dall'espressione palesemente torbida e sensuale, passiamo oltre Ponte Baulini - manufatto del tipo "a cavalcare" - e dopo un'edicola affrescata con l'immagine di San Giorgio e il drago da Lorenzo da Lorenzo Peretti, in breve siamo al punto di partenza.

Tempo: 2 ore
Difficoltà: T (turistico)
Cartina: Kompass "Domodossola" n.88

Claudio Zella Geddo

Scorrendo gli alpeggi di Vanzone in Valle Anzasca

La Valle Anzasca oltre ad essere il preludio del Monte Rosa e' anche un luogo ricolmo di suggestioni storiche calate nello svolgersi apparentemente immutabile delle generazioni.
In questo solco vallivo, che evidenzia immediatamente i suoi connotati glaciali con fianchi erti senza respiro e ricoperti da boschi, propone allo sguardo l'antica fatica degli uomini per strappare terra alla pendenza. Degno d'attenzione risulta il borgo di Vanzone e particolarmente la sua frazione Roletto (690 m.).
Incamminandoci poco oltre la parrocchiale scorgiamo una cappelletta il cui basamento inferiore e' una fontana. All'interno è raffigurato un Cristo intento a dialogare con una classica figura femminile, drappeggiata d'un violetto quasi trasparente, che regge una brocca. Il dipinto reca la firma del Professor Enrico Mariola e la data di composizione: 1913.
A fianco sta un'area di sosta con una ruota di mulino a mo' di tavolo.Il mulino lo troveremo poi più avanti in buono stato sul Rio Roletto lungo la strada che porta a Ronchi di Fuori. Lì scorgiamo opportuni cartelli escursionistici ove è indicata la nostra meta vale a dire l'alpe Albera (o Albra a seconda delle diverse stratificazioni linguistiche). A Ronchi di Fuori segnaliamo sulla destra, appena prima di salire, un fienile che riassume in sé i due significati architettonici della Valle Anzasca: il legno (cultura walser alemanna) e la pietra (latino romana).
Il sentiero ben tracciato s'inerpica ripido tra boschi di castagno ed in breve - dopo aver oltrepassato un roccia incisa con una pregevole croce - raggiungiamo la segnalazione per Mugnalp di Sotto (1060 m.), bell'insediamento con mirabile vista su Banni Anzino e la prospiciente Val Rosenza. Salendo per prati si arriva quindi a Mugnalp di Sopra (1146 m.), un complesso montano ancora più intimo, quasi da cartolina. Seguendo le tracce camminiamo ancora e dopo aver attraversato una valletta in uno scenario che ha tutto il sapore delle propaggini della Val Bianca, arriviamo ad Albra (1067 m.).Alpe (non segnata sulle carte) che ci accoglie ridente e solatia dopo aver sottopassato un cartello sospeso che fa tanto "frontiera".
Da qui a monte vediamo il gruppo di baite di Troggione - sulla via che porta al Passo di Vallaretto - e dall'altra parte l'alpe Cingora, terminale del sentiero che scende dalle miniere dei Cani.
Facile allora rievocare, osservando il panorama, le leggende intorno alla ferocia del capitano di ventura Facino Cane o percepire dal fondovalle echi delle parole scritte dal Bianchetti nell'opera " L'Ossola inferiore " a proposito della cacciata dei Cani e l'assalto alla Torre di Battiggio…e il grido di vendetta echeggiò come tuono per tutta la valle…vincendo il rumoreggiare dell'Anza.
Consigliamo di non scendere da Albra a fondovalle lungo il costolone boscato poichè il preesistente sentiero - a tratti assai ripido - che partiva da un rudere a sinistra dell'alpeggio non è più battuto e risulta di difficile rinvenimento. Meglio dunque ritornare sui propri passi e ripercorrere l'itinerario d'andata sazi di suggestioni e leggende di epoche antiche.

Tempo: 2 ore
Difficoltà: E (escursionistica)
Cartina: Kompass 1.50.000 "Domodossola", foglio nr.88

Claudio Zella Geddo

Valle Anzasca
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Immagini grafiche e fotografiche non riproducibili. - © 2002