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| Mappa del Percorso |
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| All'Alpe Veglia - Varzo e S. Domenico |
L'Alpe Veglia è grande circa 40 kmq e meravigliosa.
Anzitutto, per merito della sua ubicazione. Per arrivarci bisogna lasciare la strada che da Domodossola porta al Passo del Sempione e deviare sulla destra per Varzo sino a S. Domenico (1418 m).
Qui si abbandona l'auto e si comincia a scendere su bella mulattiera attraverso i prati di Nembro e Quartina. Il paesaggio, dapprima aperto, diventa a poco a poco più stretto, fino a quando, attraversato il torrente Cairasca, s'impenna bruscamente.
Da quel momento si procede tra bastionate di roccia sempre più alte.
Torrentelli d'acqua precipitano da altezze vertiginose, mentre larici contorti s'abbarbicano a massi affacciati nel vuoto. Sotto, in un abisso da capogiro, schiumeggia il Cairasca.
All'orrido del Groppallo (1723 m), la montagna raggiunge il suo massimo tormento, le contorte pareti della valle sembrano chiudersi come in una morsa, la salita è ripidissima. Poi, improvvisamente, è come spalancare la porta su un giardino. Si apre improvvisamente una conca verdissima, perfettamente pianeggiante, solcata da ruscelli che il sole trasforma in lamine d'argento. Larici ultra centenari punteggiano il piano.
Ai lati del pianoro, dove le mucche pascolano, sorgono piccoli nuclei di baite: Cianciavero, La Balma, Cornù, Isola...
Tutt'intorno al limitato pianoro s'arrampica, in successive, scoscese bastionate, un'imponente chiostra montuosa su cui corrono lo spartiacque principale delle Alpi e il confine tra Italia (provincia del Vco) e la Svizzera (Cantone Vallese). Ne fanno parte la Cima di Valgrande (2856 m), la cresta frastagliata del Pizzo Terrarossa (3246 m) e la superba mole del Monte Leone (3552 m), a forma di trapezio, la cui parete sud orientale si eleva per 1200 metri, quasi a picco sull'Alpe Veglia.
Ci troviamo a 1761 m di altezza. I corsi d'acqua scendono scrosciando verso il piano e formano, a tratti, belle cascate.
Tre sono i bacini di raccolta delle acque: il Lago d'Avino (2246 m), sotto il quale, a 1350 m di profondità, corre la galleria ferroviaria del Sempione, separata dal lago da alcuni miliardi di metri cubi di roccia; il Lago delle Streghe (1840 m) e lo splendido Lago Bianco (2160 m), meta del nostro itinerario.
La salita al Lago Bianco prende il via dalle casere di Cornù, in cui è ubicato l'Albergo Lepontino. Inizialmente si sale in direzione nord-est per tracce di sentiero tra grossi larici; un particolare di questa porzione di territorio è la presenza, nel bosco, di enormi massi erratici spesso rivestiti da erbe e rododendri.
Usciti dal bosco, tenendosi sulla sinistra si supera un ripido pendio raggiungendo nel volgere di poco il circo roccioso del Lago Bianco. Il giro del lago, tra massi e arbusti, si può compiere in circa 20 minuti di cammino.
Spettacolare la vista sul Monte Leone e la Punta di Terra Rossa che si riflettono nelle limpide acque del lago. Particolare curioso: nel letto sabbioso del Lago Bianco s'agitano decine di bolle originate dal metano prodotto dalle piante in decomposizione, nella profondità del limo.
Partenza: S. Domenico (1418 m)
Arrivo: Lago Bianco (2160 m)
Tempo di percorrenza: solo andata 3 ore
di Mauro Tonati
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Il circuito dell'ape Veglia
Dopo la salita in seggiovia all'Alpe Ciamporino, l'itinerario si snoda ad anello lungo facili sentieri o strade sterrate, permettendo una vera immersione nella ricca natura dei primo Parco Naturale istituito dalla Regione Piemonte (1978).
La difficoltà di accesso all'Alpe, da sempre frequentata solo nel periodo estivo, ha mantenuto inalterati questi luoghi, dove baite in sasso ben conservate e alpeggi ancora curati ci ricordano i ritmi e i sapori di una vita antica di montanari allevatori.
Molto antiche sono anche le importantissime tracce rinvenute in occasione di scavi archeologici che hanno rivelato la presenza, in questi remoti luoghi, di uomini raccoglitori e lavoratori di cristalli di quarzo durante l'età della pietra, nel Mesolitico (circa novemila anni fa).
Raggiunta l'Alpe ci si inoltra verso il "Pian dul Scricc", dove, si tramanda, fu firmato un trattato di pace dopo secoli di sanguinose battaglie tra i Vallesani e gli abitanti della Valle Divedro per la conquista e lo sfruttamento dei pascoli. Giunti nell'ampia conca pascolata di origine glaciale, la strada sterrata ci conduce ai piccoli gruppi sparsi di baite per poi ricondurci lugo la stretta gola dei Cairasca, a San Domenico.
Percorsi alternativi
In Veglia sono possibili innumerevoli escursioni, tra cui consigliabili quella brevissima e suggestiva al Lago delle Streghe,
quella panoramica al Lago dei Bianco, e l'itinerario di accesso all'Alpe Devero attraverso il Passo di Valtendra.
Cartografia:
Carta Svizzera 1:50.000 Foglio Mischabel
Carta KOMPASS 1:50.000 Fogli 88 Monte Rosa - 89 Domodossola
Carta IGC 1:50.000 Foglio 11 Domodossola
Passeggiata nella piana di Veglia
E' un percorso circolare che permette di visitare in una sola volta, in un paio d'ore, i principali luoghi di interesse dell'Alpe, offrendo spunti per visite più approfondite. Dall'ingresso dell'alpe detto "purteja", si piega a sinistra verso Cianciavero, uno dei cinque nuclei abitativi, dalle caratteristiche baite realizzate in pietra a vista e con copertura in "piode". Da qui, una deviazione di circa 15 minuti consente di raggiungere la zona delle marmitte glaciali del Rio Cianciavero. Lasciato l’abitato, si toccano Aione e Ponte, dai quali parte un sentiero che raggiunge il lago delle Streghe, prima di giungere all'"Isola", zona di alberghi e del campeggio con l'area attrezzata per i picnic. Dopo il ponte sul rio Mottiscia, si risale il corso d'acqua sino ad incontrare la sorgente minerale. Tappa successiva è il nucleo agricolo di Cornù e la bellissima cascata della Frua, ai piedi della quale è possibile ammirare le fornaci ove veniva lavorata la calce. Proseguendo lungo il " vaccaresc", si giunge a La Balma, nucleo agricolo, base di partenza per le traversate per l'alpe Devero e Ciamporino. Riprendendo il sentiero si torna al punto di partenza, nelle vicinanze del quale è possibile vedere il sito archeologico, dove sono stati rinvenuti reperti mesolitici.
Sentieri natura
Giro della conca di Veglia
Tempo di percorrenza: 1 h
Dislivello andata: 25 m.
Difficoltà: nessuna.
Periodo consigliato: giugno - settembre.
Itinerario generale che segue la pista trattorabile che effettua il giro della conca di Veglia attraversando tutti gli antichi nuclei rurali. Due brevi deviazioni conducono alle marmitte dei giganti del Rio Cianciavero ed alla sorgente minerale del Rio Mottiscia.
Sentiero dei Fiori
Tempo di percorrenza: 2 h 30'
Dislivello andata: 130 m in salita e 300 m in discesa (Alpe Veglia).
Difficoltà: media.
Periodo consigliato: luglio-agosto
Itinerario tematico alla scoperta degli ambienti vegetazionali presenti lungo il panoramico sentiero di accesso al Parco tra l'Alpe Ciamporino e l'Alpe Veglia. Una moderna seggiovia consente in estate di salire da S. Domenico all'Alpe Ciamporino.
Sentiero Glaciologico
Tempo di percorrenza: 3 h
Dislivello andata: 550 m.
Difficoltà: media.
Periodo consigliato: luglio - settembre.
Itinerario tematico dedicato alla morfologia glaciale. Partendo dalla piana di Veglia si osservano le forme del glacialismo del passato arrivando quindi alla base del ghiacciaio d'Aurona |
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