Giro alto dei rifugi

Rifugio Città di Busto

PARTENZA: Diga di Morasco m.s.l.m. 1815

ARRIVO: Rifugio 3A m.s.l.m. 2960

DISLIVELLO: m. 1145

DURATA: 5 h. 30 minuti

DESCRIZIONE

Questa bella ed articolata escursione consente di toccare ben quattro rifugi della parte alte della valle, il quinto , il Somma Lombardo, non è inserito nell’escursione ma è facilmente raggiungibile poichè si trova a pochi minuti dal complesso delle costruzioni della Diga del Sabbione (Una capatina la merita dato che consente un bel colpo d’occhio su tutto il percorso della gita).

Rifugio Città di Busto

Diga dei Sabbioni

Dalla Diga di Morasco si raggiunge con la strada sterrata la piccola piazzola dove si scende per attraversare il ruscello e risalire la costa erbosa, in direzione di un evidente cavalletto della teleferica.

Più oltre il sentiero divente meno ripido, attraversare un tratto di terreno franante per poi raggiungere il baitello di Zum Stock. Passato il torrente si risale la morena , ci si sposta a destra e per pendii erbosi si giunge al Rifugio Mores, il tutto in circa 2 ore.

Si scende al muraglione della diga, lo si attraversa per deviare a sinistra e innalzarsi per vallette, superati alcuni ruscelli e attraversati alcuni dossi erbosi si giunge in 1 ora di cammino al Rifugio Claudio e Bruno.

Da qui si devia a destra per inerpicarsi su pendii morenici con una lunga diagonale inizialmente in falsopiano e poi su pendii più impegnativi. Attraversato qualche canale in cui a volte sedimente ancora qualche traccia di neve ed alla quale è bene prestare attenzione, ci si porta sotto la verticale del Rifugio 3A che si raggiunge ancora qualche ripido tornante.

Arrivati al rifugio ci si trova nel punto più alto dell’intera escursione.

Si scende quindi sul ghiacciaio dei Camosci in direzione della partenza degli impianti dello sci estivo, lasciata la parte innevata si ritorna sulla morena seguendo gli ometti e la pista che adducono alla Piana dei Camosci.

Dall’altopiano ci si innalza in direzione del Rifugio Città di Busto; seguendo la pista che scende sulla sinistra

Dirigersi verso la piana del Bettelmat, giunti al ruscello lo si costeggia sino ad alzarsi di pochi metri per affacciarsi sulla conca di Morasco ; seguendo i tornanti si scende nuovamente al punto di partenza.

Si tratta di una escursione che può essere eventualmente suddivisa in due giornata per renderela meno impegnativa pernottando in uno dei rifugi che si incontrano sul percorso.