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Acque e Trattamenti
Le proprietà delle acque di Crodo, di
tipo mediominerale solfato-bicarbonato-calcidico sono adatte particolarmente
alla cura ed alla prevenzione delle malattie dell’apparato digerente.
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Come arrivare
In auto: A26
Voltri-Gravellona Toce, uscita a fine tronco seguire per 42 Km.
la carrozzabile, seguire poi l’indicazione per Crodo dopo
Domodossola.
In treno:
linea Milano-Domodossola-Briga, stazione di Preglia, Bus.
Apertura:
aprile - settembre
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| Da vedere |
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Crodo e i suoi dintorni
Primo comune della splendida Valle Antigorio, è situato ad
un’altezza di 534 metri.
Rinomata stazione termale e centro di villeggiatura, è conosciuto
recentemente in tutto il mondo per il “Crodino” ma deve
la sua fama alle sorgenti fredde di Valle d’Oro (anticamente
era una miniera d’oro, aperta nel 1766 e chiusa nel 1941),
Cistella e Lisia.
Crodo è interessante per alcune tracce dell’età
preistorica; una testimonianza è il cosiddetto “Muro
del Diavolo” di Arvenolo, una imponente struttura megalitica
che ricorda un gigantesco muraglione, che cinge sui tre lati un
ampio terrazzamento orientato secondo i punti cardinali ed avente
un fronte lungo più di 20 metri. Si presume venisse utilizzato
per la celebrazione di funzioni sacre.
Da visitare è la chiesa parrocchiale di S. Stefano che conserva
ancora tracce della prima costruzione romanica: in un’arca
è custodito il corpo di Santa Lupercilla. Degno di nota è
il maestoso e quadrato campanile in pietra lavorata con scale che
si sviluppano all’ interno delle mura.
Interessante anche il vicino oratorio del Battista.
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Casa Museo della Montagna
La casa riproduce una tipica abitazione del secolo scorso. Si ha
la straordinaria possibilità di osservare da vicino come
viveva la gente di questa valle e di assaporare l'atmosfera delle
vecchie case di montagna.
Le visite, in estate, sono effettuabili nei giorni di Martedì,
Giovedì, Sabato e Domenica dalle ore 9,00 alle 12,00 a dalle
16,00 alle 18,30. info: 0324 618831
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Il Megalitismo in Ossola
: Muro del Diavolo-Arvenolo
Arvenolo è una località del comune di Crodo. É
uno degli esempi di megalitismo in Ossola. In questi ultimi anni
è viva la discussione sulla presenza di queste strutture
megalitiche, spesso facendo risalire alla preistoria queste costruzioni;
molti archeologi si muovono con prudenza. Il muro del diavolo è
una grande costruzione in pietra a secco con esedra: appare come
un muraglione realizzato con blocchi di eccezionali dimensioni,
disposto su tre lati allo scopo di recingere un'area rettangolare.
Presenta un'apertura a nicchia, collocata al centro della facciata,
della quale si è salvata solo la base.
Gli archeologi, nel formulare la loro ipotesi riguardo l'origine
e la funzione di questa struttura, si basano su questi elementi;
posizione panoramica, ritrovamenti di alcuni frammenti ceramici
nelle vicinanze, possibile legame con la presenza di risorse minerarie
(in particolare miniere d' oro: cave d'oro di S. Carlo in Val Anzasca,
ed altre nel territorio ossolano e miniere di rame), la vicinanza
di balme (sottostanti lungo il versante), masso coppellato di Aleccio,
Sasso del diavolo al Passo della Forcoletta (2300 m.).
I valligiani raccontano invece una leggenda che individuerebbe nel
muro la spalla di un ipotetico ponte che il diavolo voleva costruire
tra i due versanti della Valle Antigorio al fine di poter scagliare
la sommità della montagna sull'abitato di Cravegna, i cui
abitanti erano considerati "troppo devoti al Signore".
L'intercessione della Madonna avrebbe spinto S. Martino al duello
che sconfisse il diavolo.
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Altre località “Megalitiche”
La maggior parte delle costruzioni megalitiche
vedono inserite, sin dall'origine, una serie di lastre con apertura
circolare e centrale, i cosiddetti "palangher", che erano
utilizzati fino a tempi recenti come appoggio per pali di sostegno
dei filari di viti a spalliera.
Di difficile datazione ed incerto il loro utilizzo circa alcuni ambienti
sotterranei con copertura a falsa volta che ricordano la struttura
di tombe a tholos.
Altri esempi di megalitismo sono in località Groppole a Mergozzo,
a Varchignoli in Villadossola, a Croppole e Castelluccio di Montecrestese.
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Museo mineralogico di Premia
Raccolta di 3333 esemplari, catalogati per nome
e località, provenienti quasi esclusivamente dalle valli ossolane,
con prevalenza della Valle antigorio Formazza, dove affiorano le strutture
geologiche più profonde conosciute di tutto l'arco alpino.
Il museo è normalmente aperto tutti i giorni nei mesi estivi
di luglio e agosto, e nelle festività di Natale e Pasqua. altre
date su richiesta. |
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II villaggio di Salecchio
("Saley" in lingua Walser) è sicuramente uno dei
luoghi più interessanti e belli dell'Ossola, perché
propone al visitatore l'enigma di come, su questo balconata al sole,
sia vissuta per sette secoli una piccola comunità Walser
(il massimo popolamento si ebbe nel 1701 con 125 abitanti).
Salecchio, come tutti i villaggi alpini di matrice tedesca, è
formata da quattro nuclei di rustici case, stalle e fienili: i principali
Salecchio Inferiore 1320m e Salecchio Superiore 1510m.
A 10 minuti da Salecchio inferiore c'è Morando, un gruppo
di baite e stalle fra i larici; a mezz'ora di cammino di sono i
ruderi di Alticcio, minuscolo insediamento per una sola famiglia.
Sulla sentiero che, per Vova e Antillone che porta fino in Formazza
è Case Francoli.
Una visita a Salecchio permette di leggere una pagina di storia
delle Alpi fissata
nel tempo. A Salecchio Superiore l'articolazione insediativa del
villaggio, l'architettura delle case e dei fienili in legno di larice,
le belle sculture lignee di fattura nordica nell'Oratorio di San
Giuseppe, l'antica segheria e il mulino. A Salecchio Inferiore la
scuola elementare "Virgilio", le belle case di "Zur
Rufin" il piccolo cimiteri con le croci in gotico, la chiesa
di Santa Maria dei XVII secolo, il forno per la cottura semestrale
dei pane.
Una bella e facile gita che non si dimenticherà. Una giornata
alla riscoperta della storia di questa montagna in un insediamento
alpino miracolosamente ancora intatto.
1° possibilità
Luogo di partenza: Passo m 787
Luogo di arrivo: Salecchio m 1322 m 1509 Dislivello: m 722
Tempo: ore 1,30 - Difficoltà: Turistico
Partendo da Passo una frazione di Premia, si sale lungo una strada
sterrata per poi abbandonarla e proseguire con la vecchia strada
selciata raggiungendo Salecchio Inferiore (m 1322). Dalla Chiesa,
un sentiero prosegue passando tra le case scure di legno e accanto
alla scuola. II sentiero si alza rapido per arrivare in breve a
Salecchio Superiore (m1509). Da Salecchio Superiore, un sentiero
a mezza costa porta in pochi minuti a Casa Francoli.
2° possibilità
Luogo di partenza: Fondovalle m 1215 Luogo di arrivo: Passo m 787
Dislivello: m 428 - Tempo: ore 5 - Difficoltà: Turistico
Da Fondovalle si torna verso il salto delle Casse per circa 300m,
per imboccare la mulattiera che porta al piccolo villaggio Altillone
m 1249 (la Puneiga dell'idioma walser). Dopo l'oratorio di Altilione
si prosegue con il sentiero che porta agli ampi pascoli di Vova
(m 1448). Si prosegue in lieve salita raggiungendo Casa Francoli
a pochi minuti senza guadagnare quota si arriva a Salecchio Superiore
(m1509), il sentiero scende ripido per raggiungere l'altro insediamento
principale Salecchio Inferiore (m 1322), si scende fino a raggiungere
Passo (m 787) il punto di arrivo della gita.
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