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| Macugnaga |
Valle Anzasca, l’antica valle
degli Antuanes, una tribù di Leponzi, è la valle che
conduce alla parete est del Monte Rosa, la più vasta delle
Alpi per sviluppo in larghezza e altezza. E’ una immensa cattedrale
di roccia e ghiaccio che spinge i suoi campanili fino a 4638 metri
d’altezza; delle montagne così grandiose e imponenti
da ricordare l’Himalaya. La “quattro sorelle” del
Monte Rosa, Gnifetti, Zumstein, Dufour e Nordend, creano uno scenario
mozzafiato che non ha uguali in tutte le Alpi.
Qui il binomio tra paesi e montagna è indissolubile: l’uomo
ha saputo integrare le tradizioni etnico-culturali e architettoniche
dei Walser con un’offerta turistica di assoluto valore. Una
nuova storia, coerente fino in fondo con quella più antica,
accompagna chi vive oggi sotto l’austero scenario del Monte
Rosa.
Macugnaga è una importante e attrezzata stazione turistica
dell’Ossola. Le guide del paese vi accompagneranno sul Monte
Rosa per escursioni o vere e proprie ascensioni, allietati da fiori
alpini, dalle marmotte, dagli stambecchi e dai camosci.
Nell’ampio comprensorio sciistico è possibile praticare
lo sci invernale sulle piste accessibili ai principianti e su quelle
stimolanti per i provetti sciatori.
Altri sport praticabili sono: passeggiate a cavallo, mountain bike,
parapendio, tennis, snowboard. Centro sportivo attrezzato per i ritiri
delle squadre di calcio.
L'insediamento dei coloni di Macugnaga è con ogni probabilità
avvenuto intorno al 1256 per iniziativa del monastero benedettino
di Arona, con l'intermediazione di Guidato Visconti, "avogadro",
che aveva il compito di percepire il canone dei contratti agrari.
Ai monaci si deve anche la nascita della fiera che ogni anno si svolgeva
nel borgo vicino alla vecchia chiesa. La fiera riuniva allevatori
di bestiame provenienti da Visp, Zermatt, Saas, dalla Valsesia o dalla
Val d'Aosta.
Anche il commercio, che in genere avveniva attraverso i valichi del
Monte Moro e del Weissthor, indica l'attenzione economica di questa
comunità.
Macugnaga ha conservato intatta l'atmosfera dei tempi dei Walser ed
un calendario ben preciso, che scandisce le feste ed il ricordo delle
tradizioni dei suoi primi colonizzatori. |
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| Alla Scoperta della
Civiltà Walser |
| I Walser, "uomini della montagna",
sono un piccolo popolo originario dell'Al-to Vallese tedesco che
tra il XIII ed il XV secolo, migrando, diede vita ad un'importante
ed interessante colonizzazione alpina medievale. I Walser hanno
fondato un gran numero di insediamenti e pittoresche valli sparse
tra Francia, Austria ed a cavallo tra le Alpi italiane e svizzere
dove ancor oggi i discendenti custodiscono l'antica parlata alemanna,
il gusto particolare nell'edificare case, la tecnica dell'allevamento
e della coltivazione così nella costruzione degli attrezzi
da lavoro e negli ordinamenti comunitari. Inoltre ci tramandano
un'attività letteraria che si è manifestata in versi
ed in prosa, nella raccolta di canzoni popolari e nella composizione
di testi letterari.
Nel versante meridionale delle Alpi i Walser si stanziarono prevalentemente
in Valle Formazza, Macugnaga, Alagna, la valle di Rima, Ribella
e Campello, Ornavasso, Bosco Gurin, Gressoney e Issime.
Vi suggeriamo tre suggestivi ed interessanti itinerari per conoscere
e comprendere questa civiltà anche attraverso i musei etno-storici
che sono stati creati negli ultimi anni al fine di conservare questo
patrimonio. |
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| Le Miniere d’Oro |
Le miniere d'oro della Valle Anzasca
e quelle di Pestarena in particolare, sono le più famose
tra quelle ossolane. Non esiste una documentazione che accerti l'inizio
dell'attività estrattiva, secondo alcuni le miniere sarebbero
state note al tempo dei Romani.
Notizie sicure si hanno in epoca medievale quando la zona era dominata
dai familiari del capitano di ventura Facino Cane, al servizio dei
Visconti. Risale a quel periodo lo sfruttamento delle miniere sopra
San Carlo e Vanzone, dette "le miniere dei Cani". Nei
primi anni del 1400 vi fu una furiosa e sanguinosa rivolta contro
le ribalderie della famiglia dei Cani che fu cacciata e la miniere
vennero abbandonate. Nei tempi successivi le attività minerarie
si ingrandirono, nel 1481 vennero affidate alla famiglia Borromeo
che le utilizzò fino agli albori del XIX secolo. Lo sfruttamento
più intensivo prese avvio nel XVII secolo, con lo scavo dei
primi tratti delle gallerie, che, alla fine, si estesero per tutta
la valle, da Ceppomorelli a Macugnaga.
Dopo i Borromeo subentrarono cercatori locali, quindi, nella seconda
metà dell'800 le miniere furono acquistate dalla "The
Pestarena Gold Mining Company Ltd" con sede a Londra così
come altre della zona, costituendo un complesso minerario che fu
giudicato il più importante d'Europa. Nel 1902 vennero vendute
alla ditta "Pietro Maria Ceretti". Nel 1938 fu costretta
a cedere le miniere allo Stato. Nella seconda metà del Novecento
i filoni andarono via via esaurendosi al punto che nel 1961 le miniere
vennero definitivamente chiuse. |
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| Miniera
d'oro della Guia: Prima Miniera Museo in Italia
Sul Monte Rosa (a Pestarena nel territorio di Macugnaga) vi sono
delle antiche miniere d'oro, interessanti non solo perché
consentono di rivisitare una storia di metamorfosi naturali, ma
perché testimoniano il lavoro dell'uomo in un ambiente poco
agevole.
La miniera d'oro della Guia rappresenta un'avvincente approccio
alla storia dell'attività mineraria e della sua cultura tecnologica.
É la prima miniera d'oro delle Alpi aperta alle visite turistiche
ed è anche la prima miniera-museo in Italia. La temperatura
in miniera è di 9 gradi c., si consiglia un abbigliamento
adeguato.
- Per informazioni o altre richieste d'apertura: Primo Zurbriggen,
0324-65454, Angelo Basaletti 0324-65074, Vittorio Morandi, 0324-65440.
Orari e Periodi d'apertura: dall'1-6 al 30-9 dalle 9.00 alle 12.00
Dall'1-10 al 31-5 tutti i giorni escluso il lunedì dalle
13.30 alle 17.00
Festività Natalizie: dal 26-12 al 6-1: tutti i giorni dalle
9.00 alle 12.00
Indirizzo: Macugnaga fraz. Borca (m. 1195) prov. Verbania.
Come arrivare
In auto: da Milano Autostrada Milano-Laghi, seguire le indicazioni
per Gravellona Toce, proseguire lungo la superstrada per Domodossola,
uscita Piedimulera-Macugnaga. Seguire quindi le indicazioni per
Macugnaga.
In treno: linea Milano-Domodossola-Briga, stazione di Premosello,
trasferimento con pullman.
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| Da vedere |
A
Borca (Macugnaga) - Casa Museo Walser.
D'estate vi invita a scoprire la natura attraverso escursioni
ed ascensioni sulle numerose "vie" del Monte Rosa accompagnati
da guide qualificate. Inoltre è possibile praticare sport
in strutture completamente rinnovate: tennis, parapendio (dal Monte
Moro, quota 2900 m. a partire dal mese di febbraio è possibile
effettuare voli di durata e di distanza. Tutto l'anno si può
vivere l'esperienza del volo biposto con piloti abilitati), equitazione,
pallavolo, tiro con l'arco, bocce.
D'inverno, Macugnaga si offre come attrezzata stazione
sciistica: 3 seggiovie (Pecetto-Burky, Burky-Belvedere, Ruppenstein),
2 funivie (Macugnaga-Bill, Bill-Passo Moro), 7 Skilift, 38 Km. di
piste da sci , 2 piste da fondo (Signal-Delle Frazioni) che si snodano
tra le vecchie case di Precetto e di Isella per poi proseguire nei
boschi che circondano il paese e raggiungere la Val Quarazza. Snowboard:
per i free-styler è predisposta al Monte Moro una zona riservata.
informazioni: Funivie Macugnaga Monte Rosa,
0324-65050
Possibilità di arrampicate sulle numerose cascate di ghiaccio.
Il corpo guide di Macugnaga organizza appositi corsi, nonché
escursioni, sia a piedi che con gli sci.
2 Scuole di Sci, per un totale di circa 80 professionisti, lezioni
di sci alpino, fondo, eliski, snowboard per tutti i livelli anche
in inglese, francese e tedesco.
Dalle varie punte del Monte Rosa si effettuano fantastiche discese
fuori pista fino a raggiungere alcuni tra i maggiori centri sciistici
della vicina Svizzera.
Indirizzi: Comune di Macugnaga, www.macugnaga-online.it
- sviva@libero.it
I.A.T. Informazioni Accoglienza Turistica,
0324-65119, fax 0324-65775.
La Lithoteca a Piedimulera
A Piedimulera, all'entrata della valle è possibile
visitare la Lithoteca.
Articolata in tre distinte sezioni, una sui minerali ossolani, un'altra
sull'estrazione e lavorazione della pietra, l'ultima di carattere
storico, che documenta l'attività mineraria in ossola.
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