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| Alberghi & Ristoranti |


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Ufficio turistico
Domodossola
P.za Matteotti
0324 482541
Mergozzo
C.so Roma,20 0323 800798 |
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RIFUGI / MOUNTAIN
HUTS
RAI (R) Scirombey - Alpe Scirombey
0323 837503
RA2 (r) Capanna Legnano - Alpe Tiramboe
0323 838340
RA3 (R) Gravellona - Alpe Cortevecchio
0323 837051
RA11 (r) ADM di Beura - Alpe Bozzolo
0324 36143
RA12 (r) Corte - Alpe Corte di sopra
0324 36101
RA13 (r) Baita Colma - Colma di Premosello
0324 88104
R = rifugio costudito r = rifugio incostudito B = bivacco |
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INDIRIZZI / ADDRESSES
CAI Sez. di Villadossola
0324 575245
CAI Sez. di Piedimulera
0324 93119
CAI Sez. di Pallanza
0323 556009
Comunità Montana Valle Ossola
0324446391
Sacro Monte Calvario
0324241976
Oasi Naturale del Bosco Tenso
0323 503431
Riserva Naturale Speciale di Fondotoce
0323 496596
Centro Internazionale di Documentazione Alpina 0324 482131
Centro Culturale "La Fabbrica"
0324 575611 |
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| CANDOGLIA |
Graniti e Marmi:
Viaggio attraverso i Segreti della loro lavorazione e il loro utilizzo nell'Arte e nell'Architettura
I plutoni (rocce intrusive) presenti allo sbocco meridionale della Val d'Ossola, tra il Cusio ed il Verbano, formano il classico trittico dei graniti bianchi, rosa e verdi, di natura compatta ed idonei alla coltivazione della pietra, ai quali è riconosciuta un'importanza commerciale significativa. Vengono attualmente estratti esclusivamente nella zona pedemontana tra Baveno, Gravellona e Mergozzo.
Graniti bianchi. Essi costituiscono il gruppo volumetricamente dominante sul territorio, vengono coltivati sul lato meridionale ed orientale del Montorfano.
Quest'ultima cava nel 1828 fornì le ottantadue colonne in granito bianco per la costruzione della Basilica di San Paolo fuori le Mura a Roma, le colonne interne del Santuario della Madonna di Pompei, i portici più belli di Torino, le facciate di molti palazzi dell'Italia settentrionale, molte pavimentazioni in Arabia Saudita.
Piccola curiosità: delle due colonne, destinate alla Basilica di S. Paolo fuori le Mure, scartate dai costruttori per alcuni difetti, una è stata innalzata sotto la cava, all'inizio della strada per Montorfano, l'altra è la colonna del vecchio porto di Intra Verbania.
Il granito bianco è presente nel colonnato della basilica romana di San Giovanni.
Granito Verde. Nella parte settentrionale del Montorfano affiora una varietà a grana medio-grossolana e di tinta grigio-verdognola, nota con il nome di granito verde di Mergozzo. Con questa qualità sono state realizzate le più recenti scale della Stazione Centrale di Milano.
Granito Rosa Baveno. Viene estratto sul lato orientale della massa principale Mottarone-Baveno.
Il monumento a Cristoforo Colombo a New York e il Palazzo Reale di Bangkok, sono stati realizzati in granito rosa Baveno. É stato poi impiegato per le colonne della stazione di Genova, della Galleria Vittorio Emanuele di Milano, di Palazzo Carignano di Torino e per la basilica di San Paolo fuori le Mura.
Serizzo. É stato utilizzato per i rivestimenti delle metropolitane di Milano, Bruxelles e Singapore e per la pavimentazione degli aeroporti di Francoforte e Malpensa.
Beola bianca. Utilizzata per la pavimentazione dell'aeroporto di Amsterdam.
I marmi sono attualmente coltivati in due località della Val d'Ossola, i principali giacimenti estrattivi sono: le Cave di dolomia cristallina policroma di Crevoladossola, marmo utilizzato per il Duomo di Pavia, la cui varietà Creola Nuvolato è particolarmente apprezzata nell' industria dell'arredamento, laddove può essere ottimamente adibito a piani da tavolo, mensole, rivestimenti d'interni,ecc. I Giacimenti di marmo cristallino rosa di Candoglia devono la loro fama invece alla loro estrazione iniziata nel 1387 per la costruzione del Duomo di Milano.
La vena del marmo rosa della Cava Madre del Duomo di Milano penetra nel cuore del Parco della Val Grande dove recentemente è stata scoperta una grotta con spettacolari fenomeni carsici attualmente oggetto di studio da parte degli speleologi del CAI di Novara. |
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| Appunti di Viaggio |
La Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano
Un cippo posto sulla vetta del monte Faié racconta la storia del marmo di Candoglia e del Duomo di Milano. Il cippo indica il confine del versante montuoso in concessione alla "Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano" che ancor oggi provvede al restauro ed alla manutenzione del Duomo.
La concessione risale al 1387 quando il Duca di Milano Gian Galeazzo Visconti decise di avviare l'edificazione del Duo-mo utilizzando il marmo di Candoglia. Da allora il marmo è stato utilizzato per l'edificio e la realizzazione delle 3300 statue. La concessione prevedeva il diritto all'estrazione gratuita del marmo, all'impianto delle strutture necessarie alle cave ed al trasporto, all' approvigionamento di legname nei boschi della Val Grande tra la Cima Corte Lorenzo e Ompio fino al corso del Rio Val Grande.
Ancor oggi questo territorio boscoso è in concessione alla Veneranda Fabbrica e cippi di pietra, con il simbolo della mazza e del martello incrociati, ne segnano i confini.
I lavori della predera, le cave a mezza montagna, richiedevano grandi quantità di legname per lo spostamento dei blocchi, il loro trasporto su rudimentali rulli di legno e per farli scivolare al piano lungo i menore (canaloni appositamente predisposti). Anche per costruire le piatte, ovvero le chiatte, lunghe 15-18 metri, veniva utilizzata una grande quantità di legname e di manodopera. Le chiatte trasportavano il marmo lungo le sponde del Lago Maggiore, il Ticino e quindi, all'altezza di Oleggio, nel Naviglio, per giungere dopo 49 km. alla darsena di Porta Ticinese.
Questo durò fino al 1439, quando Fioravante da Bologna e Filippo da Modena, ingegneri ducali, idearono la conca di via Arena, un collegamento tra la darsena ed il "laghetto" dell'Ospedale (interrato nel 1857), vicino a piazza S. Stefano. Risultato: i blocchi viaggiavano via acqua praticamente fino al Duomo. I blocchi erano distinti dalla sigla scolpita A.U.F. (ad usum fabricae) ed erano esenti dal pagamento del dazio. Da qui il detto popolare "lavorare auffa", "lavorare a ufo" con il significato di lavorare gratis, senza remunerazione.
Si calcola che, nei primi anni di fervore costruttivo, vennero impegnati 2000 uomini per le cave ed il trasporto, e 3500 scalpellini per la scultura e l'assemblaggio dei pezzi. |
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| Da vedere |
Visita alla cava Madre del Duomo di Milano
Con decreto del 24 ottobre 1387 del Duca di Milano Gian Galeazzo Visconti, il marmo rosa di Candoglia, per la sua bellezza, la facile lavorabilità e contemporaneamente l'elevata robustezza e la capacità portante, venne scelto come materiale per la costruzione del Duomo di Milano.
Grazie alla disponibilità della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano è possibile visitare esternamente la cava che da secoli fornisce il marmo con cui è stato edificato il Duomo di Milano.
É inoltre possibile visitare il vicino laboratorio di restauro. Prenotazione obbligatoria, massimo 30 partecipanti.
Per informazioni e prenotazioni: Parco Nazionale della Val Grande
0323-557960 Fax 0323-556397 E-mail: pvgrande@tin.it
Dislivello: circa 400 m.
Il Castello Visconteo di Vogogna
A Vogogna si può visitare il Castello Visconteo, sede di mostre ed eventi. Per maggiori informazioni consultare il sito del Comune di Vogogna. www.vogogna.it |
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| Sport |
Pesca
sportiva
Al Lago delle Rose pesca tradizionale e a mosca no kill in ambiente rilassato con trattoria e fattoria immerso nella campagna ai piedi della lina Cadorna.
Sci di fondo
Nei mesi invernali condizioni permettendo a Migiandone è attrezzata una pista di fondo ad innevamento artificiale e naturale. |
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