Valle Ossola
Alberghi & Ristoranti
B&B del Viandante
Albergo Ristorante del Vecchio Borgo
Albergo Ristorante del Vecchio Borgo
Hotel La Pendola
Ufficio turistico
Domodossola P.za Matteotti 0324 482541
Mergozzo C.so Roma,20 0323 800798
RIFUGI / MOUNTAIN HUTS

RAI (R) Scirombey - Alpe Scirombey
0323 837503
RA2 (r) Capanna Legnano - Alpe Tiramboe
0323 838340
RA3 (R) Gravellona - Alpe Cortevecchio
0323 837051
RAS (B) Alpe Pian lago - Alpe Pian lago
0323 86122
RA6 (r) Baita Rondolini - Alpe San Giacomo
0324 575245
RA7 (R) Alpe Lusentino - Alpe Lusentino
0324240995
RA8 (R) Andromia - Lago di Andromia
032444804
RA11 (r) ADM di Beura - Alpe Bozzolo
0324 36143
RA12 (r) Corte - Alpe Corte di sopra
0324 36101
RA13 (r) Baita Colma - Colma di Premosello
0324 88104
R = rifugio costudito r = rifugio incostudito B = bivacco
CARTINE / MAPS
CN Svizzera 1:50.000-285 "Domodossola"
IGC di Torino 1:50.000 -11 "Domodossola e Val Formazza"
INDIRIZZI / ADDRESSES
CAI Sez. di Villadossola 0324 575245
CAI Sez. di Piedimulera 0324 93119
CAI Sez. di Pallanza 0323 556009
Comunità Montana Valle Ossola
0324446391
Sacro Monte Calvario 0324241976
Oasi Naturale del Bosco Tenso
0323 503431
Riserva Naturale Speciale di Fondotoce
0323 496596
Centro Internazionale di Documentazione Alpina 0324 482131
Centro Culturale "La Fabbrica"
0324 575611

Percorrendo la traccia, il cammino che porta in Ossola, non importa se a piedi, o in bicicletta o trasportati da un mezzo meccanico tra la polvere e il lucore delle stagioni, non può certo sfuggire l’incanto naturale di questa sorta di mano innervata di verde e pietra che ci cattura al di là dello specchio del Lago di Mergozzo.
Prima tappa ossolana che ha dato ombra e profilo al colonnato della basilica di San Paolo fuori le mura a Roma; il viandante, non tralasci comunque un’altra delizia di Mergozzo, il brunito biscotto chiamato fugascia. Ora è tutto un inoltrarsi di versanti precipiti e boschi sazi di cielo verso e oltre il Parco Nazionale della Val Grande lungo l’antica strada che oltrepassa Candoglia, con il marmo della Venerata Fabbrica del Duomo.
Premosello Chiovenda, coronato dal balcone solare di Colloro, e Vogogna. Capitale dell’Ossola inferiore, quest’ultima, vanta un borgo antico di gotico fascino, una rocca imprendibile e un imponente castello, antica reggia di cavalieri e dame colorate.
Spiriti pagani (il mascherone di Dresio, pregevole reperto celtico) ci indicano il percorso oltre La Tòs, sfuggente creatura femminile d’acqua e luce.
Oltre la pianura ecco Domodossola, capitale e sede di giustizia da sempre delle sette valli ossolane, che da qui si dipartano ai quattro punti cardinali, in uno slancio di neve e bellezza. Attraversiamo allora con occhio acuto la medievale piazza del Mercato e tra le esatte e raccolte proporzioni di Piazza Fontana non tralasciamo d’ammirare la gentile armonia di grigio e sole che si riflette su Palazzo Silva o sul napoleonico Palazzo San Francesco. Progresso, Art Noveau, Liberty un pensiero che è idea, movimento, entusiasmo ed ecco il profilo unico della Stazione Internazionale, mentre poco più sopra riempie l’orizzonte la cabrata spenta del etereo Geo Chavez: colui che il vento rese immortale!
Oltrepassata Domodossola spazio ai vigneti di Ca’d Matè, Prunent e Bruschett, rossi accesi di sapore che regnano su palati sazi di pane di segale ul pan d’segla e miele dal profumo forte. Assaggiate ovunque siate in Ossola il credenzin pane istoriato di noci, fichi, castagne -l’afrore del bosco- che sospinto tra formaggi d’alpe e salumi speziati, gnocchi di zucca e castagna, sarà in grado di far intendere uno dei misteri gastronomici di quest’angolo di Alpi Lepontine.
Siamo nella semicorona di verde che si stende sinuosa tra Masera e Oira; un arco di sole tra le valli Antigorio e Vigezzo, entrambe dicarvi allo stinchett (sfoglia a base di farina, acqua sale e burro alpigiano) o il prosciutto di capra del luogo il celebre viulin, mentre Antigorio e contigua Formazza vi porteranno nel regno della selvaggina e dei formaggi d’alpe, in grado di rendere la vostra degustazione un’esperienza dei sensi tra sapori e profumi, antiche parlate e filastrocche walser accanto alla stube nella Casa Forte di Formazza.
Altri angoli d’Ossola donano emozione e desiderio d’esplorare, come la Val Divedro che si stende nel verde intenso di un varco, dopo Varzo, verso l’infinito del Sempione, ponti del diavolo, l’imponenza del Monte Leone e le Gole di Gondo tra poesie inglesi, passaggio di eserciti in armi e commerci con la delizia della cuchela. Vera perla della Valle è il Parco Naturale Veglia-Devero: lo specchio del firmamento tra Italia e Svizzera, roccia e foresta, ghiacciaio e acqua.
Raccolta accanto al proprio cuore liberty, le Terme: la Val Bognanco può invece offrire, a chi sa cercarlo, il passaggio di Papi e armigeri, cento e più cascate e il ventaglio cobalto di laghi sospesi tra cielo e bosco. Anche qui non tralasciate le gustose polente con formaggio d’alpe e i rari magiarin, piccoli biscotti al burro.
Ancora un balzo ed ecco l’Antrona, valle della più antica processione delle Alpi, gli Autani dei set frei, una sorta di “mistico cammino” tra balze, passi e cappelle. Terra di laugera pietra da stufa, di frign muri a secco di scuro sasso che delimitano borghi e campi. Cucina semplice quella dell’Antrona, ma che sa offrire minestre come la Burdigisa, zuppe di patate, verdure e castagne di bosco sapori forti mai poveri.
Da ultimo si conceda una riverenza al Re dell’Ossola: il Monte Rosa posto a corona con la propria parete est, della fertile heimat walser di Macugnaga in Valle Anzasca forse al di là della leggendaria “valle perduta”. Anzasca, dal suono celtico, è anche versante erto, teatro di cacce a camosci, oratori e testimonianze delle antiche popolazioni che l’abitarono (Drocala, Olino) o di coloro che s’installarono con spada e usbergo (torre dei Cani a Battiggio).
Pulsa la vita nelle valli grazie ad una fauna nordica che annovera mammiferi notturni e guizzanti come, Volpe, Faina, Donnola, e Cervi, Stambecchi, Caprioli Aquile e Gipeti, Gufi e Picchi.
Ossola è anche tavolozza di in pittore che ha dedicato a Flora la propria arte. Ecco allora le guglie della Speronella di Monte, i tocchi dell’Aquilegia Alpina, o la pace del Botton d’Oro, una schiera di Sassifraghe, Cardi, Genziane, Stelle Alpine, Artemisie (da cui il rinomato Genepì), Astri delle Alpi, Mughetti, Gigli Martagone, Mirtillo Nero, Rododendro accolgono dal primo tepore all’autunno, dal piano alle vette, sguardo e passo di chi nell’Ossola si smarrisce.
di Claudio Zella

 

Castello di Vogogna
Mergozzo
Vogogna
Pieve Vergonte
Premosello
Premosello - Palio degli Asini
 Domodossola - Piazza Mercato
Domodossola - Municipio
Domodossola - Monte Calvario
Domodossola

immagini grafiche e fotografiche non riproducibili. - © 2002