Valle Antigorio

Oira
Oira

Chiesa di Oira
Chiesa di Oira

Parco Terme di Crodo
Parco terme di Crodo

Crodo
Crodo

Viceno
Viceno

Baceno
Baceno

Baceno
Interno chiesa

antig
Valle Antigorio

Orridi
Orridi di Uriezzo

Alpe Vova
Alpe Vova

Ausone
Monte cistella

Alpe Devero
Alpe Devero

Diga di Agaro
Lago di Agaro

Lago di Poiala
Lago di Poiala
 
Conformazione:
La Valle Antigorio è interamente percorsa dal fiume Toce, e si estende da Montecrestese fino alla frazione Chioso di Premia, comprendendo i comuni di Crodo, Baceno e Premia. A nord la sua continuazione è la Val Formazza, mentre da Baceno si apre, a nord-ovest, la Valle di Devero, da cui si raggiunge l'Alpe omonima.
Dal punto di vista orografico la valle separa, nelle Alpi Lepontine, le Alpi del Monte Leone e del San Gottardo a ovest, dalle Alpi Ticinesi e del Verbano a est . 

Crodo

Primo comune della splendida Valle Antigorio, è situato ad un’altezza di 534 metri.
Rinomata stazione termale e centro di villeggiatura, è conosciuto in tutto il mondo per il “Crodino” , deve tuttavia la sua fama alle sorgenti fredde della Valle d’Oro (anticamente sede di una miniera d’oro, aperta nel 1766 e chiusa nel 1941), Cistella e Lisia.
Crodo è interessante per alcune tracce dell’età preistorica; una testimonianza è il cosiddetto “Muro del Diavolo” di Arvenolo, un’ imponente struttura megalitica che ricorda un gigantesco muraglione, che cinge sui tre lati un ampio terrazzamento orientato secondo i punti cardinali e avente un fronte lungo più di 20 metri. Si presume venisse utilizzato per la celebrazione di funzioni sacre.
Da visitare è la chiesa parrocchiale di S. Stefano che conserva ancora tracce della prima costruzione romanica: in un’arca è custodito il corpo di Santa Lupercilla. Degno di nota è il maestoso e quadrato campanile in pietra lavorata con scale che si sviluppano all’ interno delle mura.
Interessante anche il vicino oratorio di san Giovanni Battista.

Baceno
Maestoso edificio sacro, monumento nazionale, vero simbolo dell’arte romanica della valle. Dedicata a San Gaudenzio grazie alla sua posizione isolata, sulla roccia resta uno dei simboli maggiori dell’Ossola. La facciata a capanna, con lesene e tre portali è inoltre arricchita d’archetti pensili mentre ai lati due nicchie ospitano le statue in legno di San Agabio e San Gaudenzio. Di pregio il rosone gotico in marmo di Crevoladossola. Sul lato sinistro si staglia la figura di San Cristoforo, protettore di pellegrini e viandanti.
Il campanile, terminato nel 1523, con i suoi 31 metri d’altezza domina e custodisce il borgo.
All’interno affreschi di Giacomo de Cardone di Montercrestese abbelliscono le cinque navate della chiesa con il pavimento a dislivello. Un ottimo affresco, tardo gotico, con Madonna in trono sul pilastro introduce alla parte più straordinaria del complesso religioso ovvero la Cappella della Madonna. Qui è affrescata un’incantevole Madonna del Latte,  assai venerata dagli svizzeri dell’alta valle del Rodano. Si ritiene che questa e altre opere simili siano frutto del lavoro dei figli  - Giovanni e Sperindio – di Tomaso Gagnola, già allievi di Gaudenzio Ferrrari.

Premia

ORRIDI
Molti sono gli orridi vicino tra Premia e la chiesa di Baceno: Balmafredda, S.Lucia, Arvera, Uriezzo e Balmasurda. Fenomeni naturali lascito di un’erosione millenaria che a partire dalle ultime glaciazioni (Wurms 10.000 anni fa) ha scavato forre e abissi aprendo la strada all’acqua andando a creare, a Uriezzo, una sequela di caldaie (150 metri) che si possono percorrere grazie a scalette e protezioni. Un’esperienza, nel cuore della terra, che non si può perdere è insieme alla “cupola di Verampio”, il giardino glaciale dell’Ossola

CREGO
Ci si giunge dopo aver visto e poi attraversato gli orridi di Balmafredda e di Crego. Il piccolo borgo subito lo si riconosce grazie all’inconsueta chiesa parrocchiale del secolo XIX° a forma tonda con peristilio a colonne quadrate in pietra antigoriana. Da qui partono i sentieri per il muro del diavolo e per i pascoli alti di Aleccio.

Da vedere:

Casa Museo della Montagna
La casa riproduce una tipica abitazione del secolo scorso. Si ha la straordinaria possibilità di osservare da vicino come viveva la gente di questa valle e di assaporare l'atmosfera delle vecchie case di montagna. Le visite, in estate, sono effettuabili nei giorni di martedì, giovedì, sabato e domenica dalle ore 9.00 alle 12.00 a dalle 16.00 alle 18.30. info: 0324 618831

Il Megalitismo in Ossola : Muro del Diavolo-Arvenolo
Arvenolo è una località del comune di Crodo. É uno degli esempi di maggior evidenza del fenomeno del megalitismo in Ossola. In questi ultimi anni è viva la discussione sulla presenza di queste strutture megalitiche. Il muro del diavolo è una grande costruzione in pietra a secco con esedra: appare come un muraglione realizzato con blocchi di eccezionali dimensioni, disposto su tre lati allo scopo di recingere un'area rettangolare.
Presenta un'apertura a nicchia, collocata al centro della facciata, della quale si è salvata solo la base.
Gli archeologi, nel formulare la loro ipotesi riguardo l'origine e la funzione di questa struttura, si basano su questi elementi; posizione panoramica, ritrovamenti di alcuni frammenti ceramici nelle vicinanze, possibile legame con la presenza di risorse minerarie (in particolare miniere d' oro: cave d'oro di S. Carlo in Val Anzasca, ed altre nel territorio ossolano e miniere di rame), la vicinanza di balme (sottostanti lungo il versante), masso coppellato di Aleccio, Sasso del diavolo al Passo della Forcoletta (2300 m.).
I valligiani raccontano invece una leggenda che individuerebbe nel muro la spalla di un ipotetico ponte che il diavolo intendeva costruire tra i due versanti della Valle Antigorio al fine di poter scagliare la sommità della montagna sull'abitato di Cravegna, i cui abitanti erano considerati "troppo devoti al Signore". L'intercessione della Madonna avrebbe spinto S. Martino al duello che sconfisse il diavolo.

Altre località “Megalitiche”
La maggior parte delle costruzioni megalitiche vedono inserite, sin dall'origine, una serie di lastre con apertura circolare e centrale, i cosiddetti "palangher", utilizzati fino a tempi recenti come appoggio per pali di sostegno dei filari di viti a spalliera.
Di difficile datazione ed incerto il loro utilizzo come ambienti sotterranei con copertura a falsa volta che ricordano la struttura di tombe a tholos.
Altri esempi di megalitismo sono in località Groppole a Mergozzo, a Varchignoli in Villadossola, a Croppole e Castelluccio di Montecrestese.

Museo mineralogico di Premia
Raccolta di 3333 esemplari, catalogati per nome e località, provenienti quasi esclusivamente dalle valli ossolane, con prevalenza della Valle antigorio Formazza, dove affiorano le strutture geologiche più profonde e conosciute di tutto l'arco alpino.
Il museo è normalmente aperto tutti i giorni nei mesi estivi di luglio e agosto, e nelle festività di Natale e Pasqua, in  altre date su richiesta.

II villaggio di Salecchio
("Saley" in lingua Walser) è sicuramente uno dei luoghi più interessanti e belli dell'Ossola, perché propone al visitatore l'enigma di come, su questo balconata al sole, sia vissuta per sette secoli una piccola comunità Walser (il massimo popolamento si ebbe nel 1701 con 125 abitanti).
Salecchio, come tutti i villaggi alpini di matrice tedesca, è formata da quattro nuclei di rustici case, stalle e fienili: i principali Salecchio Inferiore 1320m e Salecchio Superiore 1510m.
A 10 minuti da Salecchio inferiore c'è Morando, un gruppo di baite e stalle fra i larici; a mezz'ora di cammino di sono i ruderi di Alticcio, minuscolo insediamento per una sola famiglia. Sul sentiero che, per Vova e Antillone  porta fino in Formazza  si trova Case Francoli.
Una visita a Salecchio permette di leggere una pagina di storia delle Alpi fissata nel tempo. A Salecchio Superiore l'articolazione insediativa del villaggio presente elementi come: l'architettura delle case e dei fienili in legno di larice, le belle sculture lignee di fattura nordica nell'Oratorio di San Giuseppe, l'antica segheria e il mulino, invece a  Salecchio Inferiore la scuola elementare "Virgilio", le belle case di "Zur Rufin" il piccolo cimiteri con le croci in gotico, la chiesa di Santa Maria dei XVII secolo, il forno per la cottura semestrale dei pane, attestano un idem culturale.
Una bella e facile gita che non si dimenticherà. Una giornata alla riscoperta della storia di questa montagna in un insediamento alpino miracolosamente intatto.

1° possibilità
Luogo di partenza: Passo m 787
Luogo di arrivo: Salecchio m 1322 m 1509 Dislivello: m 722
Tempo: ore 1,30 - Difficoltà: Turistico
Partendo da Passo una frazione di Premia, si sale lungo una strada sterrata per poi abbandonarla e proseguire con la vecchia strada selciata raggiungendo Salecchio Inferiore (m 1322). Dalla Chiesa, un sentiero prosegue passando tra le case scure di legno e accanto alla scuola. II sentiero si alza rapido per arrivare in breve a Salecchio Superiore (m1509). Da Salecchio Superiore, un sentiero a mezza costa porta in pochi minuti a Casa Francoli.

2° possibilità
Luogo di partenza: Fondovalle m 1215 Luogo di arrivo: Passo m 787
Dislivello: m 428 - Tempo: ore 5 - Difficoltà: Turistico
Da Fondovalle si torna verso il salto delle Casse per circa 300m, per imboccare la mulattiera che porta al piccolo villaggio Altillone m 1249 (la Puneiga dell'idioma walser). Dopo l'oratorio di Altilione si prosegue con il sentiero che porta agli ampi pascoli di Vova (m 1448). Si prosegue in lieve salita raggiungendo Casa Francoli a pochi minuti senza guadagnare quota si arriva a Salecchio Superiore (m1509), il sentiero scende ripido per raggiungere l'altro insediamento principale Salecchio Inferiore (m 1322), si scende fino a raggiungere Passo (m 787) il punto di arrivo della gita.

Da fare:

Acque e Trattamenti
Le proprietà delle acque di Crodo, di tipo mediominerale solfato-bicarbonato-calcidico sono adatte particolarmente alla cura ed alla prevenzione delle malattie dell’apparato digerente.

Arrampicata sportiva
A croveo palestre di roccia, vedi su internet
a premia www.arrampicando.it
a devero boulder vedi ultimo numero ossola.it

Sport Invernali:
All'Alpe Devero gli impianti da sci e la pista di fondo alla piana di Devero
RIFUGI / MOUNTAIN HUTS 
RH1 (r) Sesto Calende - Alpe Devero  tel 0324619149
RH2 (R Capanna Castiglioni - Alpe Devero  tel 0324619126
RH3 (B) Combi-Lanza - Conca del Cornera  tel 0323861264

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1 Introduzione alle valli dell'Ossola
2 Funghi a Foppiano
3 Oira
4 Flora del Parco Veglia-Devero
5 Museo dell’Alpeggio