Alpe Veglia

ciamporino

L’Alpe Veglia è situata a 1761 m., in uno splendido bacino di prati e boschi di conifere, dominata dall’imponente mole del Monte Leone (oltre 3500 m.), si estende con un’ampiezza di circa due chilometri alla testata della Val Cairasca. Presso i vari alpeggi dell’alpe sorgono rifugi ed alberghetti presso i quali è possibile ristorarsi o soggiornare.

Come arrivare: per raggiungere San Domenico è necessario arrivare a Domodossola, da qui seguire le indicazioni per Varzo, paese situato lungo la statale n. 33 del Sempione. Dopo 12 km. circa, si raggiunge San Domenico.

Alpe Veglia
Vista sulla piana

Vacche al pascolo - Alpe Veglia
Vacche al pascolo

Parco Veglia-Devero
Scioglimento delle nevi in primavera

Alpe Veglia
Vista sul Monte Leone

Larice
"fiori" coni femminili

Marmotta
Marmotta

Rana temporaria
Rana Temporaria

Eriofiori
Fioritura di eriofiori al laghetto di Pojala

Lago di Poiala
Laghetto di Pojala

diga di agaro
Il bacino di Agaro


Ente Parco Veglia -Devero
Villa Gentinetta - Viale Pieri 27
28868 Varzo (VB)
+39 0324 72572 +39 0324 72790

www.parcovegliadevero.it


A San Domenico (m. 1410) si parcheggia e si segue una mulattiera, al Ponte Campo, per poi risalire con rapidi tornanti alla piana di Veglia. Dopo aver superato un ruscello si raggiunge la frazione Quartina. Qui si attraversa il torrente Cairasca portandosi sul fianco destro orografico della valle.

Da qui la mulattiera si innalza attraverso numerosi tornanti che divengono via via più stretti fino a raggiungere la Cappella del Groppallo, a 1723 metri. Da qui inizia una lun ga e profonda forra che immette nella conca di Veglia, sul fondo della quale scorre un torrente.
Quindi la mulattiera taglia alta a mezza costa, in leggera salita, il ripidissimo versante, portando a superare la forra in una decina di minuti ed ad accedere alla ridente conca dell’Alpe Veglia. Il parco naturale è raggiungibile anche con una seggiovia che porta all’Alpe Ciamporino. Seguendo poi un sentiero ben tracciato, posto in quota, si arriva in località La Balma, una piccola frazione dell’Alpe.

Alpe Veglia un pò di storia: il Mesolitico antico, i ritrovamenti.
L’Alpe Veglia è certo una località di grande interesse naturalistico ma anche preistorico. Nel 1986 infatti un’eccezionale scoperta di presenza umana, consistente nel ritrovamento di manufatti litici risalenti al Mesolitico, tra VIII-VI millennio a.C, portò alla ricognizione su tutto il territorio che condusse a nuove scoperte. Con grande probabilità fu l’abbondante presenza di quarzo a spingere i primi abitanti in questa particolare zona. Il sito dei ritrovamenti mesolitici si trova al centro della piana, in località Cianciavero (1751 m.); qui gli archeologi hanno scoperto un importante laboratorio per la scheggiatura del cristallo di rocca. Nel 1992 è stata ritrovata anche una pittura che raffigura un ungulato; i segni sono stati tracciati in impasto di ocra e leganti organici. Gli studiosi li hanno datati intorno al IV millennio a.C. Un’altra recente scoperta riguarda una camera racchiusa all’interno di una struttura muraria, questa si trova alla sinistra dell’Albergo Monte Leone; non si conosce ancora la datazione, né la sua destinazione, forse veniva utilizzata per celebrare antichi culti.

Il Parco: La variegata morfologia del territorio consente di compiere innumerevoli gite, con sentieri adatti ad ogni tipo di gusto, esigenza e preparazione, dal percorso quasi pianeggiante fino alle ascensioni alpinistiche. Il periodo più adatto corrisponde alla stagione estiva, anche se all'Alpe Devero esiste la possibilità di praticare lo sci alpino e da fondo. L'accesso invernale all'Alpe Veglia, invece è attuabile solamente con gli sci ai piedi, ma il continuo pericolo di valanghe, lo rende un territorio accessibile solo a sciatori esperti, allenati e preferibilmente, accompagnati da una guida. Nella bella stagione, più di sessanta itinerari consentono di esplorare il parco senza tornare sui propri passi, anche se l'incanto dei luoghi e l'incedere della natura rendono ogni visita sempre nuova. Si ricordano qui quelle passeggiate, che se pur brevi e di facile percorribilità, offrono la possibilità di gustare l'atmosfera incantata del parco anche senza una preparazione fisica specifica. Per altri itinerari, si rimanda alla bibliografia consigliata. Per le escursioni alpinistiche è opportuno prendere contatto con il responsabile di zona delle guide alpine.

LAGHI ALPINI

Il Parco Naturale Alpe Veglia - Devero è una zona ricca di torrenti e laghi alpini e alcuni di questi sono veri gioielli naturalistici da visitare e contemplare; senza soffermarsi sul lago di Devero o Codelago, meta ormai classica delle escursioni nel parco, vanno assolutamente citati il Lago D'Avino e il Lago del Bianco in Alpe Veglia e il Lago di Pojala poco fuori dai confini dell'Alpe Devero.

Lago D'Avino (2246 m)
Descrizione: è situato in una conca ai piedi del versante orientale del Monte Leone fortemente modellata dai ghiacciai come testimoniano le rocce, i detriti morenici, i laghetti alpini e i grandi massi erratici. Originariamente laghetto alpino naturale, venne sbarrato come bacino artificiale per la produzione di energia idroelettrica profondo circa 30 metri e con una superficie di 4 km; il toponimo deriva probabilmente da lago "d'arvina" col significato di "rovina" cioè del vasto pendio sfasciato e detritico circostante poi variato un "divino" o "da vino".
Itinerario: l'escursione (circa 2 h 30’) facile e alla portata di tutti ha inizio dalle baite di Cianciavero (1753 m) ricoperte da stupendi e regolari tetti "in piode", seguendo la stradina che entra nella valletta del torrente omonimo ci si alza a sinistra nel bosco rado da cui, poco sopra, si vedono le "marmitte dei giganti" formate da millenni di erosione fluviale. Dopo la radura erbosa di Pian Cucco un ripido canalone porta al piano sottostante la Diga.

Lago del Bianco (2157 m)
Descrizione: è un piccolo lago di origine glaciale situato sopra il bellissimo pianoro di Pian dul Scricc; la sua particolarità sta nelle rocce giallastre che lo circondano affiancate da una flora molto particolare e nel limo e nella sabbia biancastra sul fondo del lago: caratteristiche singolari che difficilmente si possono riscontrare in altri luoghi. Un vero spettacolo è vistare il Lago del Bianco all'inizio della stagione estiva quando è particolarmente ricco d'acqua, alimentato dai numerosi soprastanti nevai, e vi si specchiano le montagne in tutta la loro bellezza.
Itinerario: dalla conca di Veglia seguendo la carrabile che porta a Cornù si giunge al rifugio CAI e da qui un sentiero che si alza diagonalmente porta al pianoro contraddistinto dai colori sui massi della Grande Traversata delle Alpi. Si devia a sinistra e proseguendo nel rado bosco di larici e rododendri, con un sentiero sempre più ripido, si giunge in prossimità di una giavina e superati altri tornanti, una valletta e un ultimo tratto pianeggiante ci troveremo di fronte allo specchio d'acqua dai colori quasi innaturali (1 h 30’).

Lago di Pojala (2305 m)
Descrizione: splendido lago alpino situato all'estremità del pascolo di Pojala a ridosso dei confini del parco dell'alpe Severo. Una vera particolarità della zona (opportunamente censita come biotopo di grande interesse) è la cosiddetta "voragine di Pojala" ovvero un ruscello che scende a valle e, un centinaio di metri prima delle baite di Pojala, scompare inghiottito in una depressione del terreno dove vi sono degli evidenti affioramenti calcarei; in questa voragine, lunga circa 2 km, scorre il torrente che sfocia in prossimità dell'Alpe Bionca.
Itinerari: per raggiungere il lago di Pojala esistono due diversi itinerari.

Primo itinerario: con partenza dall'uscita della galleria di Agaro, si attraversa il ponticello e con una scalinata ci si alza sulla sinistra per giungere al muraglione della diga, da qui costeggiare il lago con piacevoli saliscendi.
Raggiunta l'estremità settentrionale della diga sono possibili due deviazioni: o salire dolcemente sulla destra all'alpe Topera, proseguire per l'alpe Bionca e quindi per il lago di Pojala o deviare sulla sinistra tenendosi sulla destra del torrente e, per buone tracce, risalire il dosso boscoso; superata una valletta di ampi prati una bella mulattiera con alcuni ornanti si esce sulla conca di Agaro ed col sentiero in falsopiano si giunge alle baite di Pojala (2248 m); da qui aiutati dai segni di vernice su terreno friabile si giunge al lago.
Tempo di percorrenza (per entrambi i percorsi): 4 h c.ca

Secondo itinerario: data la bellezza e la ricchezza di peculiarità naturalistiche del percorso è opportuno indicare anche la possibilità di raggiungere il lago di Pojala compiendo la traversata Devero - Salecchio segnata anche come SW (Sentiero Walser). Questo giro è un magnifico tuffo nella storia di queste montagne che per secoli furono animate da una vita intensa di scambi e relazioni nonché interessante viaggio etnografico su sentieri storici che rimandano allo spirito e al sacrificio della vita in montagna.
Dall'Alpe Devero con un percorso comodo e ben segnalato si giunge dapprima all'alpe Sangiatto e agli incantevoli laghetti poi, attraversando il verdeggiante passo della Bocchetta di Scarpia (2248 m) si arriva all'alpe Pojala da cui salendo si perviene al lago (2 h 30’).
Per compiere la traversata è necessario proseguire per il Passo del Muretto (2347 m) - perno di una antica e fitta rete di collegamenti di sentieri di montagna - e scendere nei villaggi di Salecchio (superiore e inferiore) che offrono moltissimi punti di interesse: le tipiche e scure case in legno di larice, l'antica segheria e il mulino, la Chiesetta di San Giuseppe e le sculture a Salecchio superiore nonché il piccolo e caratteristico cimitero, le scuole elementari "Virgilio", la Chiesa di Santa Maria, la bella casa di "zur Rufini" e il forno per la cottura del pane a Salecchio Inferiore.
Tempo della traversata: 5 h 30’.


LA FAUNA DEL PARCO:

In estate, in alto, sugli ampi terrazzi erbosi dei pendii ben soleggiati, più in basso nella stagione fredda, numerosi camosci sono da tempo una presenza costante, così come è costante è ormai la presenza stagionale di numerosi caprioli, che preferiscono tenersi nel folto dei boschi.
Comparsa invece molto recente è quella dei cervi, che nel parco sono riusciti a trovare un territorio ideale per la riproduzione. La presenza dello stambecco, reintrodotto negli anni Settanta, è ormai stabile.
Allegra compagna di ogni gita è la marmotta, curiosa sentinella pronta a fischiare ad ogni minimo pericolo. E’ molto spesso questo attento roditore ad avvertirci, con un caratteristico fischio d’allarme, della presenza della sua gran nemica naturale, l’aquila reale. Altri mammiferi più riservati sono la lepre bianca, le numerosi volpi, il frenetico ermellino, il tasso, lo scoiattolo ( quest’ultimi due sono generalmente più frequenti a quote più basse ).
Tra i più piccoli e numerosi abitanti, seppur difficili da vedere, vi sono toporagni e arvicole. Oltre all’aquila, altri rapaci sono la poiana, l’astore, lo sparviero, il gheppio e tra i notturni il gufo, la civetta capogrosso e la civetta nana.
Sempre tra gli uccelli ricordiamo la pernice bianca e il gallo forcello, che, proprio all’interno del parco, raggiungono la massima densità di tutto l’arco alpino, la coturnice, i picchi (rosso, maggiore, nero), il merlo acquaiolo,il merlo dal collare, il codirosso, la passera scopaiola, lo stiaccino, il sordone, il culbianco, il crociere, il fringuello alpino, il verzellino, le cince (mora, alpestre, dal ciuffo), l’organetto, gli zigoli, la ghiandaia, il gracchio, il corvo imperiale... tra i rettili, cosa poco risaputa, svolgono un’importante funzione ecologica le vipere, numerose eppure ben difficili da incontrare, dato il carattere schivo e timoroso.
Ambienti da considerare con attenzione sono le zone umide e i laghetti: è qui che si possono osservare la rana temporaria e il tritone alpestre, oppure i veloci ditiscidi e le loro larve, o ancora piccolissimi crostacei sospesi, mentre grosse libellule volteggino sul pelo dell’acqua.

Aree pic-nic:
Alpe Veglia, loc. La Porteia: parcheggio distante 5 km., non si possono accendere fuochi e barbecue, ci sono punti di acqua potabile;
loc. Isola: parcheggio distante 6 km., non si possono accendere fuochi, non ci sono punti d’acqua potabile

Sci alpinismo:
Si può effettuare in parte dell’Alpe Veglia, ma solo raggiungibile da Devero. Per informazioni: rifugio CAI Capanna Castiglioni, 0324-619126