Valle Anzasca

monte rosaParete est del Rosa

anzasca macugnaga chiesa
Macugnaga - Chiesa vecchia

pecetto
Pecetto

costruzioni walser
Costruzioni Walser

Museo Antica Casa Walser
Casa Museo Walser

Macugnaga
Macugnaga

val quarazza
Val Quarazza

macugnaga
Tipiche abitazioni

miniere della valle anzascaInterno di miniera

RIFUGI / MOUNTAIN HUTS
RB1 (B) Alpe lago - Val Segnara tel 032465485
RB2 (B) Scarpinano - Alpe Reale tel 032489104
RB4 (r) Crocette - Località Crocette tel 032483119
RB5 (B) Lanti - Ratuligher  tel 032465485
R86 (R) Saronno - Belvedere tel 029602874
RB8 (R) Zamboni-Zappa - Alpe Pedriola tel 032465313
RB9 (B) Marinelli - Crestone Marinelli tel 0286463516
RB10 (B) Belloni - Loccia dei Camosci tel 0331797564
RB11 (B) Gallarate - Jagerhorn tel 0331797564
RB12 (R) Sella - Nuovo Weisstor tel 0324 65485
RB13 (B) Luino - Rocce di Roffel tel 0332 534700
RB14 (B) Hinderbalmo tel 0324 65485
RB15 (R) Oberto - Monte Moro tel 0324 65544
R816 (B) Longa - Alpe Cortenero  tel 0324 65485
RB17 (B) Lamè - Lago Lamè tel 032489167
RB18 (B) La Colma - Alpe Colma di Calasca
RB19 (r) Moriana - Alpe Moriana

Macugnaga
Valle Anzasca, l’antica valle degli Antuanes, una tribù di Leponzi, è la valle che conduce alla parete est del Monte Rosa, la più vasta delle Alpi per sviluppo in larghezza e altezza. E’ una immensa cattedrale di roccia e ghiaccio che spinge i suoi campanili fino a 4638 metri d’altezza; delle montagne così grandiose e imponenti da ricordare l’Himalaya. La “quattro sorelle” del Monte Rosa, Gnifetti, Zumstein, Dufour e Nordend, creano uno scenario mozzafiato che non ha uguali in tutte le Alpi.
Qui il binomio tra paesi e montagna è indissolubile: l’uomo ha saputo integrare le tradizioni etnico-culturali e architettoniche dei Walser con un’offerta turistica di assoluto valore. Una nuova storia, coerente fino in fondo con quella più antica, accompagna chi vive oggi sotto l’austero scenario del Monte Rosa.
Macugnaga è una importante e attrezzata stazione turistica dell’Ossola. Le guide del paese vi accompagneranno sul Monte Rosa per escursioni o vere e proprie ascensioni, allietati da fiori alpini, dalle marmotte, dagli stambecchi e dai camosci.
Nell’ampio comprensorio sciistico è possibile praticare lo sci invernale sulle piste accessibili ai principianti e su quelle stimolanti per i provetti sciatori.
Altri sport praticabili sono: passeggiate a cavallo, mountain bike, parapendio, tennis, snowboard. Centro sportivo attrezzato per i ritiri delle squadre di calcio.
L'insediamento dei coloni di Macugnaga è con ogni probabilità avvenuto intorno al 1256 per iniziativa del monastero benedettino di Arona, con l'intermediazione di Guidato Visconti, "avogadro", che aveva il compito di percepire il canone dei contratti agrari. Ai monaci si deve anche la nascita della fiera che ogni anno si svolgeva nel borgo vicino alla vecchia chiesa. La fiera riuniva allevatori di bestiame provenienti da Visp, Zermatt, Saas, dalla Valsesia o dalla Val d'Aosta.
Anche il commercio, che in genere avveniva attraverso i valichi del Monte Moro e del Weissthor, indica l'attenzione economica di questa comunità.
Macugnaga ha conservato intatta l'atmosfera dei tempi dei Walser ed un calendario ben preciso, che scandisce le feste ed il ricordo delle tradizioni dei suoi primi colonizzatori.


Alla Scoperta della Civiltà Walser

I Walser, "uomini della montagna", sono un piccolo popolo originario dell'Al-to Vallese tedesco che tra il XIII ed il XV secolo, migrando, diede vita ad un'importante ed interessante colonizzazione alpina medievale. I Walser hanno fondato un gran numero di insediamenti e pittoresche valli sparse tra Francia, Austria ed a cavallo tra le Alpi italiane e svizzere dove ancor oggi i discendenti custodiscono l'antica parlata alemanna, il gusto particolare nell'edificare case, la tecnica dell'allevamento e della coltivazione così nella costruzione degli attrezzi da lavoro e negli ordinamenti comunitari. Inoltre ci tramandano un'attività letteraria che si è manifestata in versi ed in prosa, nella raccolta di canzoni popolari e nella composizione di testi letterari.
Nel versante meridionale delle Alpi i Walser si stanziarono prevalentemente in Valle Formazza, Macugnaga, Alagna, la valle di Rima, Ribella e Campello, Ornavasso, Bosco Gurin, Gressoney e Issime.
Vi suggeriamo tre suggestivi ed interessanti itinerari per conoscere e comprendere questa civiltà anche attraverso i musei etno-storici che sono stati creati negli ultimi anni al fine di conservare questo patrimonio.


Le Miniere d’Oro

Le miniere d'oro della Valle Anzasca e quelle di Pestarena in particolare, sono le più famose tra quelle ossolane. Non esiste una documentazione che accerti l'inizio dell'attività estrattiva, secondo alcuni le miniere sarebbero state note al tempo dei Romani.
Notizie sicure si hanno in epoca medievale quando la zona era dominata dai familiari del capitano di ventura Facino Cane, al servizio dei Visconti. Risale a quel periodo lo sfruttamento delle miniere sopra San Carlo e Vanzone, dette "le miniere dei Cani". Nei primi anni del 1400 vi fu una furiosa e sanguinosa rivolta contro le ribalderie della famiglia dei Cani che fu cacciata e la miniere vennero abbandonate. Nei tempi successivi le attività minerarie si ingrandirono, nel 1481 vennero affidate alla famiglia Borromeo che le utilizzò fino agli albori del XIX secolo. Lo sfruttamento più intensivo prese avvio nel XVII secolo, con lo scavo dei primi tratti delle gallerie, che, alla fine, si estesero per tutta la valle, da Ceppomorelli a Macugnaga.
Dopo i Borromeo subentrarono cercatori locali, quindi, nella seconda metà dell'800 le miniere furono acquistate dalla "The Pestarena Gold Mining Company Ltd" con sede a Londra così come altre della zona, costituendo un complesso minerario che fu giudicato il più importante d'Europa. Nel 1902 vennero vendute alla ditta "Pietro Maria Ceretti". Nel 1938 fu costretta a cedere le miniere allo Stato. Nella seconda metà del Novecento i filoni andarono via via esaurendosi al punto che nel 1961 le miniere vennero definitivamente chiuse.

Miniera d'oro della Guia: Prima Miniera Museo in Italia
Sul Monte Rosa (a Pestarena nel territorio di Macugnaga) vi sono delle antiche miniere d'oro, interessanti non solo perché consentono di rivisitare una storia di metamorfosi naturali, ma perché testimoniano il lavoro dell'uomo in un ambiente poco agevole.
La miniera d'oro della Guia rappresenta un'avvincente approccio alla storia dell'attività mineraria e della sua cultura tecnologica. É la prima miniera d'oro delle Alpi aperta alle visite turistiche ed è anche la prima miniera-museo in Italia. La temperatura in miniera è di 9 gradi c., si consiglia un abbigliamento adeguato.
- Per informazioni o altre richieste d'apertura: Primo Zurbriggen, 0324-65454, Angelo Basaletti 0324-65074, Vittorio Morandi, 0324-65440.
Orari e Periodi d'apertura: dall'1-6 al 30-9 dalle 9.00 alle 12.00
Dall'1-10 al 31-5 tutti i giorni escluso il lunedì dalle 13.30 alle 17.00
Festività Natalizie: dal 26-12 al 6-1: tutti i giorni dalle 9.00 alle 12.00
Indirizzo: Macugnaga fraz. Borca (m. 1195) prov. Verbania.


Come arrivare
In auto: da Milano Autostrada Milano-Laghi, seguire le indicazioni per Gravellona Toce, proseguire lungo la superstrada per Domodossola, uscita Piedimulera-Macugnaga. Seguire quindi le indicazioni per Macugnaga.
In treno: linea Milano-Domodossola-Briga, stazione di Premosello, trasferimento con pullman.


Da vedere

A Borca (Macugnaga) - Casa Museo Walser.
D'estate vi invita a scoprire la natura attraverso escursioni ed ascensioni sulle numerose "vie" del Monte Rosa accompagnati da guide qualificate. Inoltre è possibile praticare sport in strutture completamente rinnovate: tennis, parapendio (dal Monte Moro, quota 2900 m. a partire dal mese di febbraio è possibile effettuare voli di durata e di distanza. Tutto l'anno si può vivere l'esperienza del volo biposto con piloti abilitati), equitazione, pallavolo, tiro con l'arco, bocce.

Indirizzi: Comune di Macugnaga, www.macugnaga-online.it

La Lithoteca a Piedimulera
A Piedimulera, all'entrata della valle è possibile visitare la Lithoteca.
Articolata in tre distinte sezioni, una sui minerali ossolani, un'altra sull'estrazione e lavorazione della pietra, l'ultima di carattere storico, che documenta l'attività mineraria in ossola.

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