Rifugio Crosta
RIFUGIO PIETRO CROSTA ALL’ALPE SOLCIO m 1751
Solcio, ai piedi di un vallone incassato e solitario, è un grosso alpeggio; il toponimo descrive il luogo: dal latino “sulcus” e dal dialetto “solch” col significato di solco, una profonda ruga nella montagna che si perde in alto nelle pietraie del Cistella, una delle montagne più belle dell’Ossola, celebrata da poeti e scrittori.
Il rifugio Pietro Crosta, di proprietà della sezione Cai di Gallarate, è sito in ambiente paradisiaco, sottostante alle vette di Cistella-Diei e aperto a balconata sulla Val D’Ossola. In posizione ottimale come partenza per escursioni nel Parco Naturale Veglia Devero.
Alpe Solcio

Capre

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Aperto tutto l’anno e raggiungibile d’estate a piedi o con mountain-bike, d’inverno con ciaspole o scialpinismo. Offre un servizio di ristorazione e ricettività per escursionisti, gruppi e scolaresche.
I gestori: E’ passato un po’ di tempo da quando abbiamo deciso di mollare tutto per vivere il nostro sogno…per vivere di montagna…
Abbiamo lasciato gli agi urbani, le abitudini quotidiane, ma anche il caotico e rumoroso mondo cittadino per trovare gli spazi aperti e puri della montagna.
Quassù tutto si fa essenziale e primitivo, quassù è la natura che detta i suoi ritmi e sottostarci non è un obbligo, ma anzi si impara ogni giorno l’enorme valore di percepire, capire e assecondare ogni piccola cosa che ci viene offerta. Quassù niente è dovuto, devi guadagnarti tante cose che normalmente si ritengono scontate. Perciò cominci a dare a tutto il giusto valore…l’acqua…il calore…il sole…la pianta…la terra…la luna…la roccia…preziosissime cose. In questa verticalità ti rendi conto della tua dimensione…sei piccolo al cospetto…ma sei. Sei parte di questa grandezza, e puoi viverci dentro appieno in un’intima e appagante armonia. E da questa armonia interiore esplode il desiderio di condivisione, di confronto con chi vuole capire, sentire, trovare risposte non visibili nel caos che una vita cittadina spesso impone. E’ bella l’occasione di un incontro umano in un luogo di serenità, di calore e amicizia.

Itinerario: VARZO-ALPE SOLCIO

Giunti a Varzo lasciare la macchina nel parcheggio dietro la chiesa e seguire i cartelli indicatori del sentiero F6.
Sentiero escursionistico che in ore 3.10 e con m 1250 di dislivello conduce all’Alpe Solcio.
Dal parcheggio (m 500) si sale verso la frazione Colla trovando già da subito le indicazioni del nostro sentiero F6 (concomitante col sentiero F4 fino al bivio per il Passo della Colmine). Seguendo sempre le segnalazioni Cai e le frecce rosse, saliamo una scalinata e prendiamo il sentiero sulla destra vicino ad un lavatoio. Qui troviamo le stazioni della via crucis che ci accompagneranno fino alla chiesa di Durogna (m 695) lungo un bel percorso ciottolato e scalinato. Attraversata la strada, proseguiamo dietro la chiesa. Incroceremo più volte il sentiero dei tassi, noi continuiamo sempre a seguire la segnaletica Cai. Dopo circa un’ora di cammino giungiamo a Dreuza (m 975) termine della strada comunale che sale da Coggia, qui percorriamo per circa m 50 la strada asfaltata per poi riprendere a destra il sentiero. Poco oltre giungiamo al lavatoio di Valera dove possiamo ristorarci, proseguiamo costeggiando un muro di pietra e riprendiamo il sentiero passando in mezzo a due baite. Attraversiamo altri piccoli nuclei di baite ben restaurate con un percorso tra boschi di castagni prima e larici poi. Dopo Baratta (m 1300) il sentiero prosegue, per un breve tratto, a fianco di una vecchia condotta dell’acqua. Ora eccoci a Cà Bianca considerato posto tappa per gli alpigiani e i valligiani che salivano a Solcio quando ancora non c’era la strada e si doveva partire da Varzo con gli asini carichi di tutto il necessario, qui i viandanti trovavano un bicchiere ristoratore offerto dai proprietari. Poco oltre una bellissima cappella votiva da poco restaurata. Ora proseguiamo tra larici e un sottobosco di mirtilli e oltrepassiamo Quartina e i suoi splendidi prati fioriti ed ecco che visualizziamo il canalone di Solcio con il suo svettante Pizzo Boni. Dopo aver oltrepassato il ponticello sul rio San Giovanni, ancora una piccola salita e giungiamo al rifugio Crosta (m 1751),la nostra meta. Itinerario prevalentemente ombreggiato, ma che non manca di offrire balconate prative e panoramiche in pieno sole. Non presenta mai tratti troppo ripidi o impervi ed era il vecchio percorso che affrontavano gli alpigiani per salire all’alpe.
Si può partire anche da Dreuza (m 975) raggiungibile in auto salendo verso San Domenico e svoltando a destra al bivio per Coggia. Dopo aver oltrepassato Coggia, al cartello di divieto di transito parcheggiare e, poco oltre, imboccare sulla sinistra il sentiero. Così si riduce il tempo di percorrenza a 2h10 e il dislivello a m 800.

Itinerario: MAULONE-DORCIA-COATE’-SOLCIO

Da Varzo seguire le indicazioni per San Domenico, dopo circa km 5 in località Maulone, parcheggiare nello spiazzo a destra dopo la cappella votiva (cartello azzurro con logo del rifugio Crosta).
Splendido itinerario in cui ci si può riempire gli occhi di immagini e paesaggi. Si cammina per tutta la salita in un paesaggio diversificato tra boschi e alpeggi e in buona parte all’ombra, il che è piacevole d’estate. Lungo il tracciato è possibile osservare quasi tutte le specie di flora presenti in valle in quanto si parte da una quota dove crescono Castagni, Faggi ed Ontani e si arriva sino alle alte praterie montane dove vivono centenari Larici temprati dal tempo e dalle condizioni atmosferiche. Non di rado è possibile incrociare ed ammirare esemplari delle numerose specie di animali selvatici presenti in zona. Interessante è anche il contatto con chi, con grandi sforzi e sacrifici, pratica ancora l’inalpamento e l’allevamento estivo del bestiame.
Percorso escursionistico contrassegnato dai segnavia F12 da Maulone a Dorcia ed F14 da Dorcia a Solcio, un po’ lungo ma molto piacevole, che in ore 3.40 e con m 870 di dislivello porta all’Alpe Solcio.
Poco prima della cappella del parcheggio di Maulone, m 960 parte una strada asfaltata in salita, percorrerla solo fino al primo tornante (10 minuti) da dove si stacca il nostro F12, sentiero ben mantenuto e segnato che inizia dentro il bosco. Poco oltre incontriamo le prime baite a Cangelli, e già il nostro sguardo comincia a spaziare. Baite, ruderi ed alpeggi ci accompagneranno lungo tutto il nostro percorso facendoci avvertire molte tracce del lavoro dell’uomo. Continuiamo a sinistra attraversando, poco oltre, il rio Frusaia, in primavera ricco d’acque che cadono saltellanti e, dopo aver oltrepassato una bella cappella con ritratto di Madonna, giungiamo a Chioso m 1230, (0h35). Qui altre baite e altre vedute. Proseguendo sul tracciato che ha un bel muretto di valle in pietre, comincia a “sorgere” all’orizzonte la cima del monte Leone. Magico monte, emblema del parco naturale dell’Alpe Veglia, la cui cima si staglia innevata oltre il verde circostante, con la sua inequivocabile forma ad anfiteatro…e questi paesaggi originali e magici ci fanno sopportare come piacevole la fatica. Continuiamo ancora per un’ora, oltrepassiamo una fontana con l’acqua che sgorga direttamente da una cavità tra le rocce, ed eccoci a Torba, m 1323, (1h15) dove a darci il benvenuto è un’altra bella cappella tra gli alberi. Ampio alpeggio caricato a giugno da alpigiani di Varzo che lo lasciano poi a luglio per alzarsi all’Alpe Veglia (da Torba, in caso di necessità, si può abbandonare il sentiero e scendere verso la provinciale Varzo- San Domenico). Proseguiamo per un’altra mezzora fino a giungere all’Alpe Calaioni, m 1447 (1h45) poco dopo aver attraversato il rio Psolino. E qui lo sguardo può posarsi sulle cime sovrastanti, il Leone non è più lontana vetta, ma è divenuto imponente massiccio che troneggia tra le altre cime che gli fanno da contorno, sulla destra individuiamo il Pizzo del Balzo che ci accompagnerà fino a Coatè. Attraversiamo l’alpe seguendo i segnavia ben tracciati su pietre e massi per inoltrarci di nuovo nel bosco fino a Dorcia, m 1559 (2h10). E questo è un altro posto dove non si può non fermarsi ad ammirare…. Superata l’alpe Dorcia, attraversandola per qualche centinaio di metri su strada asfaltata, troviamo a destra un grosso albero con i cartelli che indicano il nostro percorso. Abbandoniamo la strada e imbocchiamo il sentiero F14 che, proseguendo, si affaccia a balconata sulla Val Divedro e in lontananza sull’Ossola. Davanti a noi il Pizzo Albiona, il Pizzo del Rovale e le altre cime che ci dividono dalla val Bognanco. Giungiamo all’Alpe i Crosi da cui il sentiero risale un erto pendio per aprirsi poi sul vallone di Coatè m 1799 (3h10). In semicerchio a nord le cime del Pizzo del Balzo, Cima di Valle, Pizzo Boni e Scheggia di Marzasca e tra di loro i canaloni che d’inverno scaricano sull’Alpe Coatè valanghe da far paura di cui, anche d’estate, possiamo scorgere evidenti i segni disastrosi. Attraversato il vallone accediamo alla strada consortile che, con dolci saliscendi, ci condurrà fino all’Alpe Solcio m 1750. (3h40) . Ad accoglierci e ristorarci il rifugio Crosta sito ai piedi del vallone di Solcio. Punto base che permette a nord di salire fino al Monte Cistella e che offre a sud un belvedere sulla sottostante Val d’Ossola. Da qui si può decidere se discendere lungo la strada consortile che in 2 ore ci condurrà a Maulone, nostro punto di partenza o di soggiornare al rifugio per poter magari il giorno successivo salire al Cistella o anche solamente per poter godere di una magica notte stellata che, quassù, può essere un evento indimenticabile.

Circuito: FOPPIANO-SOLCIO-CISTELLA-FOPPIANO

Il monte Cistella è una montagna affascinante, giustamente considerata come una delle più belle cime dell’Ossola. Sita al centro delle Alpi Lepontine si staglia dominatrice con il suo altopiano dall’armoniosa forma.
La salita al monte Cistella è una meta ambita dagli escursionisti, sia per il vasto panorama a 360°, sia per l’accesso, un po’ faticoso, ma su bei sentieri segnalati e agevoli. E poi, a ripagare della fatica, dalla vetta…tutto sarà ai vostri piedi…potrete ammirare il mondo dall’alto. Dal monte Rosa e la sua capanna Margherita ai 4000 della svizzera, dal vicino anfiteatro del Monte Leone alle vette Lepontine, per poi spaziare dal Monviso all’Adamello passando dai laghi e dall’ immensa pianura a perdita d’occhio…


Da Foppiano, frazione di Crodo m 1217 al rifugio Crosta all’Alpe Solcio m 1751: ore 2.30. Remunerativa attraversata dapprima in un bosco di faggi poi in mezzo ai larici. Partendo da Foppiano ci sono due possibilità: direttamente al passo Buca del Lupo (1600 m) dal ripido sentiero che si stacca a Camplero, o per il Passo della Colmine (1600 m) sentiero G7, un po’ più lungo, ma meno impervio. Dalla Colmine, per una bellissima traversata in cresta, si giunge alla Buca del Lupo per poi scendere all’alpe Proso (1560m). Da qui, passando per splendidi alpeggi si risale fino al rifugio.

Dal rif. Crosta alla vetta del Cistella: ore 3.00. il sentiero sale sulla sinistra del Vallone di Solcio. Tra splendide fioriture, lungo un sentiero segnato, si giunge alla Bocchetta di Solcio (2660 m). Piegando a destra si risale e quindi si giunge ad un altipiano in vista del bivacco Leoni (m 2803), se fate attenzione, poco prima dell’altipiano, sulla sinistra, troverete la grotta della Madonnina. Dalla destra del bivacco un canale conduce alla cima (m 2880). Il panorama è a 360°, maestoso. Nelle giornate terse si scorge la Capanna Margherita già dalla Bocchetta. Tempo di percorrenza ore 3 dal rifugio.

Dal Cistella a Foppiano: ore 4.00. Dalla vetta si torna all’altipiano per poi seguire il sentiero G11 che scende a sinistra passando dapprima per la dorsale rocciosa della “Costetta” (passaggio attrezzato con corrimano) poi per begli alpeggi fino a ridiscendere nel bosco che ci riporterà ai verdi prati di Foppiano.


Itinerario: San Domenico -Ciamporino-Solcio

E’ l’itinerario più facile per giungere a Solcio in quanto è quasi tutto…in discesa!!! Fattibile però solo nei periodi dell’apertura della seggiovia di Ciamporino (altrimenti, se non si usufruisce del servizio, bisogna aggiungere l’ora di salita e i 500 m di dislivello da San Domenico a Ciamporino)
Una volta giunti a San Domenico di Varzo, salire con gli impianti di “San Domenico Ski” fino a Ciamporino, m 1936. Da qui, sulla destra, parte il sentiero F12 che sale dapprima fino alla bella cappella della Madonna delle Nevi per poi attraversare la sottostante strada sterrata e, dopo aver oltrepassato bei alpeggi e baite, giungere ad un belvedere che si spalanca sulla Val Cairasca dove è sito un crocefisso in legno. Da qui il sentiero dolcemente scende fino a Moiero dove incontra la strada consortile sterrata che, con dolci saliscendi ci condurrà fino a Solcio.

Itinerario: SAN DOMENICO-SOLCIO

Da S. Domenico (1410 m) con il sentiero F14 prima e la strada consortile sterrata poi, per facile e stupenda traversata tra alpeggi, abetaie e radure, in ore 2.30 si giunge al rifugio Crosta.
Percorse poche decine di metri verso valle dal parcheggio di S. Domenico, si trova a sinistra l'inizio del percorso in corrispondenza della targa del “Sentiero Serafino Coscia”. Seguendo le segnalazioni, si percorre un fitto bosco prima di uscire sulla strada che ci conduce fino al bellissimo alpeggio di Dorcia. Poco oltre, sulla destra, si riprende il sentiero che, oltrepassata l’Alpe I Crosi, giunge a Coatè. Si rimonta poi sulla strada conduce direttamente sino al Rifugio.

Itinerario: SAN DOMENICO-CIAMPORINO-CISTELLA-SOLCIO

Si può arrivare a Solcio anche dopo aver salito il monte Cistella partendo da Ciamporino. Con il sentiero F16 che attraversa a nord il Pizzo del Dosso e passa poco sotto alla cima del Diei, m 2905, si giunge alla piana di Cistella con il suo bivacco Leoni per poi salire alla cima dove ci aspetta una magnifica veduta a 360°. Si scende nuovamente al piano di Cistella e, tralasciando le indicazioni a sinistra del sentiero G11, si discende il vallone di Solcio per giungere fino al rifugio Crosta. Ore 3.30 alla cima, ore 5.30 in totale al rifugio.