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 Vista sulla bassa valle
 Mergozzo - Lago e bancarelle
 Vogogna - Il castello
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Percorrendo la traccia, il cammino che porta in Ossola, non importa se a piedi, o in bicicletta o trasportati da un mezzo meccanico tra la polvere e il lucore delle stagioni, non può certo sfuggire l’incanto naturale di questa sorta di mano innervata di verde e pietra che ci cattura al di là dello specchio del Lago di Mergozzo. Prima tappa ossolana che ha dato ombra e profilo al colonnato della basilica di San Paolo fuori le mura a Roma; il viandante, non tralasci comunque un’altra delizia di Mergozzo, il brunito biscotto chiamato fugascia. Ora è tutto un inoltrarsi di versanti precipiti e boschi sazi di cielo verso e oltre il Parco Nazionale della Val Grande lungo l’antica strada che oltrepassa Candoglia, con il marmo della Venerata Fabbrica del Duomo. Premosello Chiovenda, coronato dal balcone solare di Colloro, e Vogogna. Capitale dell’Ossola inferiore, quest’ultima, vanta un borgo antico di gotico fascino, una rocca imprendibile e un imponente castello, antica reggia di cavalieri e dame colorate. Spiriti pagani (il mascherone di Dresio, pregevole reperto celtico) ci indicano il percorso oltre La Tòs, sfuggente creatura femminile d’acqua e luce. Oltre la pianura ecco Domodossola, capitale e sede di giustizia da sempre delle sette valli ossolane, che da qui si dipartano ai quattro punti cardinali, in uno slancio di neve e bellezza. AAttraversiamo allora con occhio acuto la medievale piazza del MAercato e tra le esatte e raccolte proporzioni di Piazza Fontana non tralasciamo d’ammirare la gentile armonia di grigio e sole che si riflette su Palazzo Silva o sul napoleonico Palazzo San Francesco. Progresso, Art Noveau, Liberty un pensiero che è idea, movimento, entusiasmo ed ecco il profilo unico della Stazione Internazionale, mentre poco più sopra riempie l’orizzonte la cabrata spenta del etereo Geo Chavez: colui che il vento rese immortale! Oltrepassata Domodossola spazio ai vigneti di Ca’d Matè, Prunent e Bruschett, rossi accesi di sapore che regnano su palati sazi di pane di segale ul pan d’segla e miele dal profumo forte. Assaggiate ovunque siate in Ossola il credenzin pane istoriato di noci, fichi, castagne -l’afrore del bosco- che sospinto tra formaggi d’alpe e salumi speziati, gnocchi di zucca e castagna, sarà in grado di far intendere uno dei misteri gastronomici di quest’angolo di Alpi Lepontine. Siamo nella semicorona di verde che si stende sinuosa tra Masera e Oira; un arco di sole tra le valli Antigorio e Vigezzo, entrambe ingioiellate di chiese, affreschi e borghi in cui la vita scorre tranquilla al ritmo nascosto di una natura suprema, a tratti ancora autenticamente selvaggia.
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