Trenino Vigezzina

Trontano Una natura incontaminata, boschi estesi, un paesaggio che è pura emozione, arte disegnata a pieno colore fra i tanti borghi. Questi gli ingredienti di un viaggio, di un percorso che dalle pittoresche e misteriose Centovalli consegna al viaggiatore sensazioni che difficilmente scorderà fino al solare altipiano della Valle Vigezzo.
La formula magica per accedere, in ogni stagione, a questo paradiso? Semplice il Lago Maggiore Express, un itinerario di grande successo turistico, che collega il Lago Maggiore alla Val d’Ossola, lambendo il Parco Nazionale Val Grande, attraverso Piemonte e Canton Ticino in Svizzera. Battello, della Navigazione Lago Maggiore e Lago di Como, e ferrovia Vigezzina sono i moderni strumenti che permettono questo itinerario favoloso che conduce dal clima mite e temperato di Locarno alla possanza medievale di Domodossola e delle sette valli ossolane. Prima d’inoltrarci tra le meraviglie, non solo naturali, del percorso poniamo in risalto l’importanza, la bellezza e l’utilità di un’opera ingegneristica considerevole come la ferrovia a scartamento ridotto (1 metro) chiamata in Italia Vigezzina e in Svizzera Centovallina
ponte a malesco

il trenino  nel bosco

vigezzo_toceno
L’arteria di ferro corre per 52 km tra Locarno e Domodossola ( 32 in Italia, quasi 20 in Svizzera) con una pendenza massima del 60%, un raggio di curvata minimo di 50 m., attraversando 31 gallerie, 83 tra ponti e viadotti, costeggiando 34 fra stazioni e fermate e raggiungendo l’altezza massima di 836 m. a Santa Maria Maggiore.
Da sempre la ferrovia, inaugurata nel 1923, è stata ritenuta il collegamento più veloce dal Canton Ticino alla Svizzera romanda e alla capitale Berna attraverso il passo del Sempione. In circa un’ora e trenta il visitatore potrà gustare, con il treno panoramico, precipizi, spaventevoli dirupi, salti di roccia, languide cascate e il corso a volte lieve del Melezzo tra pozze e anse color verde smeraldo. Un paesaggio che è soprattutto, in ogni stagione e con ogni tempo atmosferico, compendio di una certa idea di mondo alpino. Ecco allora vigneti, castagni, campi coltivati, ponti medievali e costruzioni in pietra, tutti collegati da una fitta rete di percorsi tra cui il celeberrimo Sentiero del Mercato da Domodossola a Camedo e quindi a Locarno.
Allora, al momento dei primi avventurosi viaggi, come adesso chi prenderà questo gioiello meccanico delle alpi s’accorgerà come il restauro, la manutenzione delle piccole stazioni sia stato rispettoso di una sorta di continuum architettonico tra tutti gli edifici. Uno dei tanti motivi che hanno portato oltre 523.000 turisti, nella stagione 2009, fra le balze e i ripiani del tracciato ferroviario. Le Centovalli, valle poverissima per secoli, negli ultimi anni hanno saputo trovare una precisa identità turistica che le hanno fatte scegliere come buen retiro da molti villeggianti d’oltralpe. Anche i giovani possono però trovare motivi per una visita grazie ad esempio al Centovalli Challenge, tra canyoning, bungy jumping, arrampicata e trekking o le delizie tradizionali dell’agriturismo di Corte di Sotto. Di rilievo anche i molti tesori artistici come il Museo d’Intragna, gli affreschi del ’400 di Antonio da Tradate di Palagnedra o le rovine del Castelliere di Tegna. Oltre la dogana di Camedo si apre sorridente la Valle Vigezzo, la valle dei pittori per antonomasia e patria di ruscà, e di Gian Paolo Feminis, inventore dell’acqua di colonia e del Salati, il primo che, dopo Waterloo, attraversò a nuoto il canale della Manica. Subito lo sguardo, dopo l’appollaiata e stregonesca Olgia, si sazia dell’imponente basilica della Madonna del Sangue di Re; si prosegue quindi fino a Santa Maria Maggiore, cuore della valle. Santa Maria accoglie il visitatore con il suo colorato centro storico, la riposante atmosfera della pineta tra ciclabili, cavalli e sentieri. Qui non perdete la possibilità di visitare il Museo multimediale degli Spazzacamini o l’Accademia delle Belle Arti ove ammirerete tele della tradizione pittorica vigezzina.
Poco sopra Craveggia è sorpresa per lo sguardo, con il suo sontuoso sagrato, i bellissimi tetti in pietra, gli svettanti camini e il tesoro della chiesa che risale all’epoca luminosa del re Sole.
Dal finestrino rapido scorre il paesaggio che regala al viaggiatore l’ordine pittorico di Coimo, borgo conosciuto per il pane nero, l’incanto solitario e abbandonato di Marone. con il piccolo e gotico cimitero e il vasto orizzonte di Trontano.
Un luogo dell’anima con il suo ampio complesso religioso, i mulini sul rio Graglia, attraversati da un adrenalinico viadotto, i segni apotropaici incisi sugli  architravi e il grande bosco che lo avvolge e protegge. Bosco solcato fino a Marone da un single track da provare con la bicicletta o a piedi. Ora il nastro di ferro si getta verso la piana ossolana e dopo la torre detta di frà Dolcino accede all’ampia tessitura dei vigneti che ab immemoralia concedono al palato un vino rosso carico e verace.
Il binario, con studiata lentezza, ora ci porta nella stazione di Domodossola affiancando il corso sinuoso della Toce, stazione che dal 1906 incanta per le esatte proporzioni art noveau  dei suoi leggeri e sognanti disegni architettonici.
Anticipo della bellezza raccolta che il capoluogo ossolana concede a chi sa cercarla tra portici, piazze e alto rilievi medievali, quadri e cappelle.

Claudio Zella Geddo