| Oggi comune di 1800 abitanti della
bassa Ossola, situato nella neonata provincia del Verbano - Cusio
- Ossola, viene citato per la prima volta in un documento del 970
d.C., ma rimarrà un oscuro villaggio di contadini fino al XIII
secolo quando - in seguito alla distruzione, a causa di un alluvione,
di Pietrasanta, il centro allora più importante dell'Ossola
Inferiore sulla sponda opposta del fiume Toce che attraversa la valle.Vogogna
viene scelto come capoluogo, dell'Ossola Inferiore stessa, per la
sua collocazione geografica, a valle di tutti i passi montani e allo
sbocco di tutte le valli convergenti in Ossola, che la rendevano più
sicura e strategicamente più importante rispetto ad altri luoghi.
Nel 1348 Giovanni Visconti, vescovo e signore di Novara e più
tardi di Milano, fa costruire il Palazzo Pretorio, bell'esempio
di broletto in stile lombardo, recentemente restaurato.
Splendido palazzetto sostenuto da archi acuti di tipo gotico, poggianti
su tozze colonne, originariamente era ornato con stemmi ed incisioni,
in parte distrutte a seguito dei moti rivoluzionari del 1798. Fino
al 1819 fu la sede del governo dell'Ossola Inferiore, ospitando
pretori, podestà, vicari e sindaci. Adibito da allora a municipio,
venne chiuso nel 1979. Soggetto ad un programma di restauri, è
stato riaperto al pubblico il 27 febbraio 1998, riprendendo la sua
destinazione civico-amministrativa, essendo utilizzato per ospitare
le adunanze del Consiglio Comunale, oltre a spazi espositivi e a
momenti convegnistici e seminariali.
Attorno al pretorio nacquero dapprima le fortificazioni militari
( il Castello, le Mura, e forse la Rocca ) e quindi un fiorente
borgo, centro di traffici e commerci lungo l'antica strada del Sempione
che appunto lo attraversa. Traffici e commerci codificati negli
"Statuti" del 1374.
Il periodo di relativa floridezza economica e rilevanza militare,
durerà, sempre sotto l'egida dei milanesi, sino alla dominazione
spagnola ( 1535 - 1706 ): dominazione che darà inizio al
lento declino del Borgo che si aggraverà con la dominazione
austriaca ( 1706 - 1743 ) per culminare, dopo un inizio di grandi
speranze poi deluse, con casa Savoia ( 1743 - 1789 ).
Nel 1819, Vogogna perde la sua giurisdizione sull' Ossola e dal
1820 è semplice comune, ma ricco di testimonianze storiche.
Il Castello Visconteo
La realizzazione del Castello è attribuita a Giovanni
Visconti (metà del XIV sec.). La costruzione, con la sua
torre rotonda, domina il vecchio borgo che, con le sue stradine
e le sue case, sembra stringerglisi intorno. Progettato con funzioni
difensive e militari, venne inglobato nel sistema perimetrale che
racchiude tutto il Borgo. Nel 1798, dopo oltre tre secoli di dominio
dei Borromei, il Castello diventa proprietà del Comune che
lo adibisce a prigione per delinquenti comuni e detenuti politici.
Soggetto ad un progressivo degrado, viene definitivamente chiuso
al pubblico negli anni '70. Con il 1990 si avvia una prima fase
di restauro, ultimato con l'inaugurazione delle corti esterne e
del giardino avvenute il 16 maggio 1998. In prospettiva, il Castello
è destinato ad ospitare un Centro Multimediale di portata
nazionale. Parte del territorio del Comune di Vogogna è inserito
nel Parco Nazionale Val Grande, l'area wildrness più vasta
d'Europa. Sono possibili escursioni in scenari suggestivi, quali
la mulattiera che dal castello porta alla frazione montana Genestredo
e alla Rocca, i sentieri che collegano la piana dell'Ossola attraversano
gli alpeggi abbandonati, alle aree interne più selvagge del
parco.
Da Vedere
Il Mascherone Celtico nell'ambito dell'Oratorio
di San Pietro.
Fin dal 1974 T. Bertamini aveva riconosciuto in una testa in pietra
ollare collocata su una fontana benedetta a fianco dell'oratorio
di S. Pietro di Dresio (Comune di Vogogna) un elemento collegabile
all'arte celtica; in seguito uno studio più generale di P.
Piana Agostinetti proponeva una datazione ad "epoca successiva
alla conquista romana o addirittura nell'Alto Medioevo" pur
rilevando nell'iconografia e nella simbologia elementi di confronto
con l'arte celtica tali da concludere che essa appartenga al mondo
celtico e non a quello romano o cristiano. Nel 1998 lo scrivente
cercava di contestualizzare tale monumento all'interno di una casistica
di manifestazioni scultoree protostoriche in pietra, rare ma pur
presenti in ambito piemontese, proponendone l'attribuzione alla
seconda età del Ferro in una dipendenza da modelli artistici
ed iconografici più transalpini che etrusco-italici. Le interpretazioni
sopra richiamate apparivano comunque limitate e condizionate dallo
stato di conservazione del reperto, che si presentava almeno dal
1753 inglobato per quasi tutto lo spessore in una fontana, decorata
superiormente con un affresco ("Battesimo di Gesù ad
opera di S.Giovanni Battista")
L'Epigrafe Romana: parzialmente leggibile,
secondo le interpretazioni più accreditate. ricorderebbe
la costruzione o il riassetto della strada (196 d.C.) sotto i consoli
Caio Domizio Destro e Publio Fusco.
Resti della strada romana
alla Masone, osservabile dal ponte della Masone sul fiume Toce a
nord del paese.
Monumento a Chavez:
in memoria del primo transvolatore delle Alpi, caduto con il suo
aereo nella piana di Domodossola.
La casa della Marchesa:
Villa Biraghi Lossetti, ora trasformata in uffici.
L'antica fontana in marmo rosa
di Candoglia: Nella piazzetta antistante Palazzo
Pretorio in via Roma.
Il Monumento ai Caduti della prima
guerra mondiale: In piazza Stefanina.
I resti dell'antico pontile d'attracco:
del traghetto in località Masone, un tempo controllato dai
Cavalieri di Malta. |